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Palermo – Mercatini rionali tra caos e disagi e dal Comune soltanto promesse

Claudio Di Gesu

Palermo – Mercatini rionali tra caos e disagi e dal Comune soltanto promesse

giovedì 18 Febbraio 2010 - 00:00

L’assessore comunale alle Attività produttive, Bruscia: “Al vaglio la creazione di apposite aree”. Pochi i controlli nelle zone, aumenta l’illegalità con commercianti non in regola

PALERMO – Dovrebbe essere presa in seria considerazione da parte dell’amministrazione comunale, l’abolizione degli anacronistici mercatini rionali, che si svolgono settimanalmente nei vari quartieri che da un lato non si addicono più a una città moderna e soprattutto civile e, dall’altro, creano notevoli disagi agli automobilisti, ai residenti, ma anche alla stessa immagine della città. I residenti vivono oramai, il giorno settimanale assegnato, come un vero incubo, non avendo molto spesso, la possibilità di uscire o accedere dalla propria abitazione, oltre la sporcizia e il degrado che devono subire, sia durante sia dopo lo svolgimento delle attività “mercatali”.
È cresciuta la capacità, da parte dell’amministrazione comunale, di controllare e organizzare il mercato al suo interno e soprattutto al suo esterno ,dove si verifica la totale occupazione degli spazi intorno al mercato di venditori di ogni genere che oltrepassano le regole del normale vivere, occupando tutto ciò che di libero si presenta loro, dallo stallo per disabili, all’ingresso di un condominio, a un’intera carreggiata stradale. Naturalmente il tutto senza autorizzazioni di alcun genere (art. 2-3-15 del regolamento comunale che disciplina l’occupazione di aree pubbliche, adottato in consiglio comunale con Deliberazione n. 90 del 27/04/1995). Certo è che così non si può continuare.
Da un lato i commercianti regolari che pagano il suolo pubblico e che vorrebbero un mercato ancor più regolato, magari con servizi aggiuntivi (bagni chimici regolarmente e igienicamente funzionanti – posteggi adeguati- controllo stretto sugli abusivi) dall’altro i cosiddetti abusivi che creano un doppio danno e cioè ai commercianti in regola nel mercato e contestualmente alla città, occupando spazi non consentiti (tanto chi li controlla?) che, inevitabilmente, alla chiusura del mercato sono destinati a essere assimilati a veri e propri campi di battaglia. Rifiuti di ogni genere lasciati ovunque con l’onere del ripristino, lasciato all’Amia e quindi a tutti noi cittadini.
Forse sarebbe meglio creare, per ogni quartiere, un’area dedicata, dove svolgere la stessa attività di mercatino, ma in modo fisso, per tutti i giorni della settimana- “è un’idea sulla quale stiamo lavorando, ha detto Felice Bruscia, assessore comunale alle attività produttive, questa opzione darebbe la possibilità di estendere ad altri mercatari (attualmente abusivi) la possibilità di vendita in quanto, i mercati rionali giornalieri (cinque),sono in realtà utilizzati dagli stessi operatori”. “Inoltre, ha concluso, stiamo valutando la disponibilità di aree (previste dal Piano regolatore specificatamente per i mercati rionali), evidenziando se le stesse sono ancora disponibili o già utilizzate per altro scopo.


Confesercenti: “Il rispetto delle regole è un optional”
PALERMO – “L’abusivismo è l’altra faccia della contraffazione”, così ha detto Giovanni Felice, presidente regionale della Confesercenti.
“Si tratta – ha proseguito – di uno dei maggiori fenomeni di degrado della nostra città, con danni economici non indifferenti per tutti gli operatori in regola che svolgono quest’attività nella legge”.
“Senza controlli – ha affermato – e servizi, non si va da nessuna parte, tantomeno in una città come Palermo, dove spesso il rispetto delle regole è un optional”.
“Poche regole, chiare, per essere rispettate – ha concluso il presidente regionale di Confeserecenti – soprattutto applicate da tutte le parti interessate, con un’attenzione particolare a chi è ‘abusivo’, solo per estrema necessità”.
Soltanto tornando nell’alveo della località sarà possibile invertire questo stato di cose, trasformando i mercati rionali da zone franche per chi non è in regola a risorsa per la città.

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