“Meno leggi e più decreti dal Governo regionale” - QdS

“Meno leggi e più decreti dal Governo regionale”

“Meno leggi e più decreti dal Governo regionale”

sabato 06 Marzo 2010 - 00:00

Il rimedio suggerito dal presidente di Confindustria Sicilia, Lo Bello. Il 90% dei problemi risolvibile con procedure trasparenti

PALERMO – Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia ha rivolto nei giorni scorsi un appello al Governo regionale: “Gli sforzi di riforma non siano solo annunciati, ma tradotti in realtà purché l’economia sia liberata dall’intermediazione dei poteri pubblici e criminali che carica le imprese di costi visibili e invisibili e dà alla politica un ruolo improprio che finisce col comprimere la crescita delle attività economiche”.
Confindustria Sicilia ritiene che “le riforme varate a pezzi e non all’interno di una visione globale si scontrano con questa cultura dura a morire e ne vanificano i risultati”.“Bisogna – ha sottolineato Ivan Lo Bello – ‘disboscare’i meccanismi autorizzativi, a partire dai Comuni fino alla Regione, che bloccano ingenti investimenti. L’impresa entro sette giorni dalla presentazione del progetto deve potere sapere cosa può o non può fare”, e ha anche suggerito un metodo: “Se il governo regionale ha una reale volontà di fare le riforme, può rimuovere le intermediazioni senza ricorrere a leggi. Il 90% dei problemi può essere risolto attraverso nuove e più trasparenti procedure amministrative”. Il resto, ha ammesso il presidente di Confindustria Sicilia, “dobbiamo farlo noi imprenditori: se qualcuno offre l’intermediazione è perchè c’è qualcuno che la chiede”.
Lo Bello ha uscito fuori anche alcuni dati: “Le imprese sono preoccupate la stima per il 2009 è di una perdita del Pil di 4.5-5 punti, dato, questo, che potrebbe peggiorare. Anche in Italia si è registrato un -5%, ma nel Paese la crisi è congiunturale, dipende dal calo della produzione in settori industriali a forte esportazione che risentono della crisi internazionale e della concorrenza. In Sicilia, dove la componente dell’export non è molto rilevante, la crisi è invece strutturale, dipende meno da fattori congiunturali e prevalentemente da problemi di sistema. Lo diciamo da tempo, ma siamo stati inascoltati”.
Il presidente di Confindustria Sicilia ha fatto queste dichiarazioni in occasione del Direttivo e della Giunta degli industriali siciliani tenutasi a Catania, nella sede della StM.
“I dati parlano chiaro – sottolinea Confindustria -: i consumi delle famiglie nel 2009 sono scesi del 2,9%, gli investimenti hanno avuto un calo del 14%, la produzione è crollata del 29% con una forte perdita di occupazione in tutti i settori”. Lo Bello ha anche posto l’indice su un indicatore emblematico: “Oggi il reddito pro-capite dei siciliani è più basso rispetto a quello del 1974: allora era il 65% del reddito pro-capite nazionale, oggi è il 60%”.

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