No al rigassificatore pro Erg-Shell - QdS

No al rigassificatore pro Erg-Shell

Rosario Battiato e Antonio Casa

No al rigassificatore pro Erg-Shell

giovedì 25 Marzo 2010 - 00:00

Ambiente. Domani il giudizio su un’opera negativa.
La decisione. Domani, alle 10, nell’assessorato regionale all’Energia, si terrà la nuova conferenza di servizi chiamata a decidere la realizzazione del rigassificatore in territorio di Melilli, ma molto più vicino a Priolo.
Gli interessi. La Regione ha già detto sì al rigassificatore di Porto Empedocle. L’Isola è attraversata da due gasdotti provenienti dall’Africa settentrionale. Costruirne un altro, in un’area devastata dall’industria, è dannoso.

PALERMO – Domani a Palermo la conferenza dei servizi attesa da tempo. E’ probabile, però, che l’evento non sarà decisivo, perché dal novembre scorso nulla è cambiato, salvo un documento del dipartimento regionale dei vigili del fuoco sul rischio incidenti dell’area. Del resto i cittadini continuano a restare preoccupati, ma la famiglia Garrone ha spiegato chiaramente che si attende la risoluzione del problema entro giugno, perché Erg ha intenzione di spostare le sue mire dal petrolio, in fase di crisi, al gas, ed in quest’ottica il rigassificatore appare strategico.
Per placare le proteste la Ionio Gas ha promesso 80 milioni di euro di investimento sul territorio. Basteranno per convincere tutti i soggetti interessati, senza effettive garanzie di sicurezza e ripristino dei luoghi?
Si avvicina il giorno del giudizio. Secondo gli esperti la conferenza dei servizi di domani potrebbe anche non essere decisiva, ma costituirà comunque un importante punto di avvicinamento alla decisione finale. Il rigassificatore di Priolo-Melilli, in questo momento, si trova al centro della strategia dei petrolieri in Sicilia che, vista la crisi mondiale della produzione di greggio, adesso spostano le loro attenzione sul gas. Alessandro ed Edoardo Garrone considerano il rigassificatore passaggio ineludibile per la politica energetica della Erg (che propone la costruzione del rigassificatore in joint venture con Shell, attraverso la società Ionio Gas, ndr), mentre sull’altro fronte il movimento cittadino – dopo la protesta di sabato – si mobilita per una manifestazione che accompagnerà virtualmente i lavori della conferenza. Dai sindaci e dal presidente della Provincia di Siracusa un messaggio chiaro: “Senza sicurezza, niente impianto”.
Inizia l’ultimo round. Domani mattina presso l’assessorato all’Energia si tireranno le somme di una vicenda che negli ultimi mesi ha tenuto banco nell’Isola e che ha agitato non poco le dinamiche politiche all’Ars grazie ad un fronte trasversale pro rigassificatore che passa dal Pdl al Pdl-Sicilia sino a larghe fette del Pd e alla sponsorizzazione del ministro siracusano Stefania Prestigiacomo. L’ultima porzione della lunga querelle – una storia lunga almeno cinque anni – comincia il novembre scorso, data dell’ultima conferenza dei servizi, quando la relazione firmata dai dirigenti Interlandi e Cuspilici aveva fissato i paletti del rischio ambientale e della scarsa sicurezza per gli abitanti in caso di costruzione dell’impianto Ionio Gas. Dopo solo dichiarazioni a mezzo stampa da parte dell’Erg che in più di una occasione ha voluto mediaticamente imprimere un’accelerazione al processo di autorizzazione che è in mano alla Regione.
L’ultimo atto politico si è consumato lo scorso 10 marzo quando il gruppo Pdl Sicilia ha presentato una interrogazione parlamentare per invitare l’assessore all’Energia Pier Carmelo Russo a convocare urgentemente una conferenza dei servizi. Lo stesso Russo ha dichiarato pochi giorni fa a La Sicilia: “L’impresa non ha mai puntualmente dedotto alle osservazioni dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente”. Che riguardano, in sintesi, la pericolosità dell’impianto.
Intanto prende quota sulla stampa nazionale – lunedì i fratelli Garrone hanno illustrato i loro piani futuri sul Corriere Economia – la strategia della famiglia Erg con i due fratelli Alessandro ed Edoardo che hanno spiegato l’intensione di divincolarsi dal petrolio per puntare sul gas.
Interesse ambientale? Si tratterebbe piuttosto di necessità di mercato, visto che secondo una stima dell’Era (Energy Research Architecture) tra il 2007 e il 2030 la produzione di petrolio convenzionale avrà una contrazione del 61%. Infatti il rigassificatore, secondo un recente studio americano, potrebbe comunque provocare un aumento delle emissioni fino al 40%, facendo riferimento al sistema di trasporto del metano in un’area comunque pesantemente compromessa. Il progetto è stato presentato 5 anni fa e prevede un investimento di 800 milioni di euro, ma finora non è bastato il via libera nazionale perché la Regione ha voluto prendere tempo e lo stesso Raffaele Lombardo non si è mai pronunciato in maniera netta sulla questione. I Garrone si aspettano il via libera definitivo entro giugno. La situazione resta molto complicata in un territorio dove prioritariamente dovrebbero essere effettuate le bonifiche per ridare dignità al territorio e occupazione. Il fronte opposto è altrettanto definito e battagliero, promuove le ragioni del territorio e di uno sviluppo sostenibile che dell’intero patto della chimica, che avrebbe dovuto dare slancio al territorio non può salvare solo il rigassificatore. I tre sindaci del Triangolo e il presidente della Provincia, intervistati in merito dal Qds, precisano che la loro posizione è dalla parte dei cittadini e che senza sicurezza e precise garanzie non si potrà martoriare ancora il territorio.
Un paio d’anni fa l’80% dei priolesi si espressero contro l’impianto, adesso la Ionio Gas, promette investimenti per 80 milioni di euro nel comune. Dal ricatto occupazionale, vecchia strategia dell’industria pesante isolana, all’elemosina interessata o alla tattica compensativa, le nuove mosse dei petrolieri, il passo è davvero breve.

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