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Catania – Baraccopoli e tensione sociale, dal Comune niente interventi

Antonio Borzi

Catania – Baraccopoli e tensione sociale, dal Comune niente interventi

venerdì 02 Aprile 2010 - 00:00

Le aree si trovano in corso Martiri della libertà, nel quartiere Zia Lisa e vicino al cimitero comunale. Tante idee, ma soltanto sulla carta. L’assessore Belluardo: “Problema serio”

CATANIA – La tensione sociale a Catania potrebbe esplodere per un problema noto da tempo, ma che nessuno ha mai affrontato seriamente. Le baraccopoli che accolgono la popolazione proveniente dall’Est Europa nascono un po’ ovunque in città e rappresentando un fenomeno a cui i cittadini catanesi sembrano essersi abituati. La cosa ancor più preoccupante, però, è la totale assenza di intervento da parte delle Forze dell’ordine.
I luoghi maggiormente interessati dal fenomeno sono quelli di corso Martiri della libertà, della Zia Lisa e vicino al cimitero comunale. Qui, infatti, sorgono dei minicentri urbani con baracche fatiscenti costituite da lamiere di vario genere attorniate da sporcizia e senza i minimi requisiti igienici e di sicurezza necessari per una vita dignitosa. La situazione appare evidente ed emblematica soprattutto in quel corso dei Martiri, per cui si parla da tempo di recupero e progetti vari. Qui i nomadi hanno la loro residenza in pieno centro, in una delle principali arterie cittadine a due passi dalla stazione e dalla “City catanese” del corso Sicilia.
Abbiamo parlato dell’argomento con l’assessore alle Politiche sociali, Marco Belluardo, che ha mostrato chiaramente la sua preoccupazione per una situazione che passa quasi inosservata ma che potrebbe esplodere da un momento all’altro.
“Gli insediamenti dei nomadi in baraccopoli – ha dichiarato Belluardo – sono molteplici e dislocati in varie parti della città. Purtroppo è difficile affrontare questo problema per la delicatezza sociale della materia e la penuria di risorse materiali a nostra disposizione”.
Va da sé che però in qualche modo si deve almeno monitorare queste zone che, e questo è utile sottolinearlo, oltre a essere luoghi invivibili per le precarie condizioni igieniche, possono anche essere il covo di numerosi malviventi.
Particolarmente interessato alla salvaguardia delle minime condizioni igieniche è lo stesso assessore alle Politiche sociali, che risponde ricordando come “a inizio anno, con l’assessore all’Ambiente Mignemi, abbiamo effettuato un sopralluogo nella baraccopoli del cimitero per verificare la possibilità di fare interventi immediati per rimediare alla situazione”.
Il problema è che, come confermano le stesse parole di Belluardo, progetti concreti, almeno per il momento, non ce ne sono.
“In origine – ha spiegato l’assessore comunale – pensavamo a un campo di transito che però stenta a decollare per le difficoltà nel coordinare tutte le realtà che dovrebbero collaborare. Oltre al Comune, infatti, dovrebbero intervenire Provincia e associazioni di volontariato, sotto le direttive della Prefettura”.
“Ho parlato del problema – ha concluso – al sindaco e all’intera Giunta perché è necessario affrontarlo in maniera seria e immediata, vista la delicatezza della tematica che potrebbe rappresentare una bomba dal potenziale esplosivo ingente”.

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