Vigili siciliani imboscati in ufficio - QdS

Vigili siciliani imboscati in ufficio

Francesco Torre

Vigili siciliani imboscati in ufficio

sabato 03 Aprile 2010 - 00:00

Sicurezza. Territorio senza controlli e inciviltà dilagante.
Rispetto delle regole. Il caos che contraddistingue le città dell’Isola, in particolare quelle più grandi, è anche dovuto alla scarsa presenza dei vigili e alla mancanza di provvedimenti severi.
Mancati introiti. L’efficienza dei corpi di Polizia porterebbe vantaggi per le casse dei Comuni: basti pensare al recupero dell’evasione fiscale a agli introiti delle multe

Palermo – Pensionamenti, mobilità, arresti e licenziamenti. Non è passato nemmeno un anno dall’ultima inchiesta del QdS sulla presenza del Corpo di Polizia municipale nei nove Comuni capoluogo della Sicilia, ma tanto è bastato per vedere una netta diminuzione del già largamente sottostimato numero dei vigili urbani. Sono almeno 60, infatti, i dipendenti delle Polizie municipali siciliane ad aver abbandonato, per un motivo o per un altro, il loro Comando. C’è da dire, però, che nonostante queste defezioni il numero degli agenti sulle strade, seppur di poco è aumentato. Resta comunque un vuoto nella gestione di servizi indispensabili per il controllo del territorio e per la sicurezza e la tutela dei cittadini. Anche perché soltanto il tredici per cento degli agenti, mediamente, presidia le strade.
Tutto questo quando, tranne che al Comune di Messina, non ci sono procedure concorsuali in vista. Insomma, nei prossimi anni il numero è destinato a calare ulteriormente. Con quali conseguenze?
Molti ritengono che il compito esclusivo della Polizia municipale sia il controllo e la disciplina del traffico. In realtà, però, i vigili, anche alla luce degli innumerevoli compiti loro delegati dopo la riforma del titolo V della Costituzione, svolgono sempre più compiti di polizia locale. Nel reparto di Polizia urbana, per esempio, si dovrebbe provvedere alla vigilanza sulla nettezza dell’abitato, sullo sgombero delle immondizie dalle strade, sulla custodia degli animali pericolosi. Diversamente, il reparto di Polizia commerciale dovrebbe tutelare i consumatori sia sotto l’aspetto di frodi contro il patrimonio che sotto quello di inosservanza di norme igienico-sanitarie. E così via il reparto di Polizia sanitaria, quello di Polizia edilizia, quello di Polizia ambientale ed infine il reparto di Polizia stradale. Lo fanno? Non sempre.
Ma come possono i comandi di Polizia municipale occuparsi alacremente di tutti questi servizi quando la pianta organica prevederebbe un certo numero di dipendenti e nella realtà i reparti ne hanno – se va bene – la metà? E lasciamo perdere, al momento, la divisione tra amministrativi e non, ma come non capire che l’attività di Polizia stradale non serva ai Comuni solo per trasmettere agli automobilisti una certa cultura del rispetto delle regole condivise, ma anche per fare cassa?
Quando, tempo fa, ci siamo occupati nell’ambito di una serie di inchieste sul benchmarking, dei bilanci consuntivi dei Comuni delle cosiddette “gemelle del Nord”, una voce importante del capitolo “Entrate Extratributarie” era costituita proprio dai proventi per le contravvenzioni stradali. Proventi per milioni di euro, al Nord, che andavano poi ad essere investiti in opere pubbliche e servizi al cittadino. Proventi che mancano, invece, nei bilanci consuntivi dei nostri Comuni, i quali infatti non solo non investono o lo fanno in percentuali ridottissime, ma non riescono nemmeno a garantirsi la copertura delle stesse spese di mantenimento dei Corpi di Polizia municipale. Che così non possono che veder diminuire il numero dei propri agenti.
Insomma, come sempre in Sicilia il cane tenta disperatamente di mordersi la coda, e da qui a capire che ciò succede in virtù di una classe politica di bassissimo profilo, a cui si aggiunge una classe di dirigenti pubblici altrettanto incompetente, il passo è brevissimo.
Altro capitolo poi riguarda gli imboscati all’interno dei corpi di Polizia municipale, l’esercito di amministrativi, per dirla alla Brunetta “i poliziotti panzoni che nella vita non hanno fatto altro che i passacarte”.
A Catania, per esempio, il servizio Viabilità è garantito dalla presenza di 120 vigili al giorno suddivisi in più turni. 120 su 487. E gli altri? Il comandante ad interim Alessandro Mangani si è rifiutato di rispondere alle nostre domande, ma il cittadino certi dubbi se li pone. Soprattutto se si pensa che, nell’ottobre del 2009, l’Ispettore Giovanni Maugeri è stato arrestato per concussione e tentata truffa ai danni del Comune, e sospeso dal servizio in via cautelare. Insomma, qualcosa che non quadra – anche negli stessi Corpi di Polizia municipale – ci deve essere. E le conseguenze inevitabilmente alla fine si vedono per la strada, dove impera l’anarchia, la prepotenza, l’assoluta mancanza delle regole. Inutile raccontarsi bugie. Così come è, la Polizia municipale dei Comuni siciliani, non ce ne vogliano i comandanti e i dipendenti volenterosi ed efficienti, non serve proprio a nulla.

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