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Catania – Rivoluzione piazza Carlo Alberto, i controlli rimangono insufficienti

Melania Tanteri

Catania – Rivoluzione piazza Carlo Alberto, i controlli rimangono insufficienti

mercoledì 21 Aprile 2010 - 00:00

Il numero dei vigili urbani operanti in zona non riesce a garantire il rispetto delle normative. Alcune grosse pecche nel nuovo Piano predisposto dall’amministrazione comunale

CATANIA – Un’altra delle iniziative dell’amministrazione comunale che avrebbe bisogno di aggiustamenti. Dopo la Ztl al centro storico, annunciata e poi “corretta” in seguito alle numerose lamentele da parte di residenti e commercianti, anche il “Nuovo piano per la regolamentazione del mercato di piazza Carlo Alberto”, sembra aver necessità di modifiche in corsa. Tanti i problemi emersi dalla prima settimana di sperimentazione, infatti, su cui sarebbe necessario intervenire, primo fra tutti l’impossibilità da parte del corpo di Polizia municipale di vigilare sugli abusivi e sulle varie irregolarità all’interno dell’area mercatale.
Il numero dei Vigili urbani in città risulta infatti essere troppo esiguo per affrontare le decine di violazioni di leggi e ordinanze che ogni giorno si verificano all’interno della “fiera”, soprattutto sul fronte dell’antiabusivismo.
Un provvedimento, quello della riorganizzazione del mercato di piazza Carlo Alberto, dunque, carente: una rivoluzione, così l’ha definita l’assessore al le Attività produttive del Comune, Mario Chisari, difficilmente realizzabile fino in fondo senza la dovuta organizzazione.
“Il piano – afferma Enza Lombardo, presidente della Confesercenti etnea – è improvvisato e ha creato lamentele da parte di tutti. Innanzitutto, l’amministrazione non si è consultata con le organizzazioni dei commercianti e noi abbiamo trovato già tutto ‘apparecchiato’. Vogliamo certamente collaborare per il ripristino delle regole, ma vogliamo che tutto venga strutturato nel piano della legalità”.
Da tante parti sono fioccate le proteste: a partire dagli storici ambulanti abusivi, impossibilitati a entrare nell’area del mercato, e dunque obbligati a occupare altre vie, altre strade, con buona pace della rivoluzione e, per loro, magri guadagni, senza che poi le regole siano applicate per tutti. Lamentele anche da parte degli esercenti delle botteghe limitrofe al mercato – che continuano a chiedere azioni concrete contro gli immigrati ambulanti che, ogni giorno, stazionano davanti alle loro vetrine – e dai residenti, che continuano a lamentare l’invivibilità della zona e l’impossibilità di entrare e uscire da casa a proprio piacimento. Insomma una reclusione forzata cui sono costretti sei giorni su sette. Una miriade di problemi che riguardano molti aspetti della società, che avrebbero, forse, voluto un’organizzazione migliore e la fondamentale collaborazione delle altre Forze dell’ordine. Una situazione complicata, su cui l’assessore Chisari, sta già intervenendo.
“Chiediamo un intervento interforze – dice – e siamo disposti ad accettare qualsiasi suggerimento. Il problema è di difficilissima soluzione, ma abbiamo la consapevole di dover faticare per imporre la legalità”.
“Bisognava partire – aggiunge Giuseppe Fichera, responsabile dell’area mercatale – se no non si andava da nessuna parte. Ci sono problemi che si scontrano tra loro e l’amministrazione sta tentando di risolverli. Dalla settimana prossima, intanto dovrebbero partire anche i controlli fiscali e igienico-sanitari”.

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