Check up economico: è come se il Sud avesse perso 10 anni - QdS

Check up economico: è come se il Sud avesse perso 10 anni

Antonio Casa

Check up economico: è come se il Sud avesse perso 10 anni

giovedì 22 Aprile 2010 - 00:00

Rapporto di Confindustria: la crisi economica più grave del dopoguerra colpisce soprattutto il Mezzogiorno. In Sicilia i valori massimi della povertà, gli indicatori mostrano il divario con il Nord

ROMA – Niente da fare, il Sud continua ad arrancare, prima e durante la crisi. Certo, la congiuntura economica più grave dal dopoguerra sta facendo sentire i suoi effetti soprattutto sul Mezzogiorno, già segnato da una strutturale debolezza della sua economia e dal deterioramento sistematico del contesto sociale.
Dal Check up Mezzogiorno, curato da Confindustria in collaborazione con l’Istituto per la Promozione Industriale, emergono i contorni di una vera e propria “emergenza Sud”. In particolare, si moltiplicano nelle regioni meridionali segnali di difficoltà decisamente più marcati rispetto a quelli riscontrabili nel resto del Paese: da una riduzione del Pil più elevata rispetto alla media nazionale (quasi mezzo punto nel biennio 2008-2009), a una più ampia caduta dell’occupazione (194 mila occupati in meno al Sud nel 2009); da un divario di produttività pari al 16% rispetto al Centro Nord, al forte calo delle esportazioni (tornate al livello del 2001). È come se dieci anni di lenti e faticosi tentativi di recuperare la distanza dal resto del Paese fossero stati rapidamente cancellati.
Il Sud riesce ormai a contenere tale distanza in termini di Pil pro capite (pari a poco meno di 42 punti percentuali) solo grazie al calo della natalità e alla ripresa dell’emigrazione, fenomeno che “impoverisce” il Mezzogiorno, soprattutto di giovani a elevata scolarizzazione. Gli indicatori di disagio economico mostrano che la povertà è significativamente più diffusa in tutte le regioni meridionali, raggiungendo i valori massimi in Sicilia e Basilicata (28,8% delle famiglie), rispetto a un dato medio del Centro Nord quasi 6 volte inferiore (5,4%). Colpisce, inoltre, il deterioramento del contesto civile, effetto di politiche pubbliche inefficaci.
La gran parte degli indicatori – dal funzionamento della giustizia, alla qualità della Pubblica amministrazione; dal peso della illegalità, ai ritardi nell’istruzione; dalla dotazione infrastrutturale, ai servizi alla cittadinanza e alle imprese – mostrano nel Mezzogiorno valori largamente inferiori alla media nazionale. Tutto ciò si traduce in un depauperamento del “capitale sociale” del Sud e, quindi, in una minore capacità di offrire un contesto favorevole agli investimenti. Non mancano, tuttavia, segnali positivi, provenienti proprio dal mondo delle imprese e dalla stessa fascia giovanile della popolazione.
Quasi un quinto delle aziende meridionali ha risposto alla crisi diversificando i mercati, migliorando i prodotti e introducendo, nel 50% dei casi, innovazioni nelle strategie aziendali.
Per quanto riguarda i giovani è degno di nota il fatto che il numero degli studenti del Sud che si laurea ogni anno è più che raddoppiato, passando in soli 7 anni da 54mila a oltre 118mila.
Altrettanto significativi sono il raddoppio dei laureati in discipline scientifiche e l’incidenza in alcune regioni meridionali (Campania) della spesa in ricerca e sviluppo rispetto al Pil, ormai allineata ai valori del Centro Nord.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684