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Catania – Costruzioni a ridosso della Timpa, violate le norme di salvaguardia

Melania Tanteri

Catania – Costruzioni a ridosso della Timpa, violate le norme di salvaguardia

sabato 01 Maggio 2010 - 00:00

Legambiente ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catania per la tutela dell’area. Nella zona A della Riserva erano in corso i lavori per la realizzazione di un edificio

CATANIA – Un’altra violazione palese di un’area naturale. La Riserva naturale “Timpa di Acireale”, Sito di Importanza Comunitaria, continua, infatti, ad essere soggetta a ripetute violazioni che rischiano di alterare, oltre alla bellezza dei luoghi, anche la flora e la fauna presenti. L’ultima di queste, denunciata da Legambiente Catania e Legambiente Acireale, riguarda la costruzione di un fabbricato proprio all’interno della zona A della Riserva, in corrispondenza dell’inizio del sentiero denominato “le Chiazzette” sulla S.S. 114.
Qui, infatti, erano in corso di esecuzione lavori per la realizzazione di un edificio. Sul cartello indicatore apposto sui luoghi era riportata la dizione “lavori di risanamento conservativo di un fabbricato” ma in tale area non era presente alcun fabbricato.
Per tale motivo Legambiente Catania e Legambiente Acireale hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catania e agli enti preposti alla salvaguardia e gestione del territorio. I lavori sono stati bloccati dal Comando della Polizia Municipale di Acireale che ha accertato l’illegittimità delle opere e disposto il sequestro del cantiere.
Nell’esposto Legambiente ha evidenziato che l’assenza di costruzioni è rilevabile dall’esame delle fotografie aeree e delle cartografie esistenti e che i lavori in corso non sono certamente relativi alla conservazione di un fabbricato esistente ma alla realizzazione di una struttura in cemento armato della quale, allo stato attuale, sono stati realizzati la platea di fondazione e le armature di pilastri. Eppure, il regolamento della riserva naturale (D.A. Territorio e Ambiente del 23 aprile 1999) vieta di realizzare nuove costruzioni all’interno della zona di massima protezione dell’area protetta, dunque, i lavori in corso appaiono del tutto illegittimi.
Legambiente ha quindi invitato il Comune di Acireale e l’Azienda Foreste Demaniali, Ente gestore della riserva naturale, a volere annullare eventuali concessioni e autorizzazioni rilasciate.
È stato anche chiesto di intervenire al fine di ottenere il ripristino dello stato dei luoghi.
Legambiente ha, inoltre, sollecitato l’intervento dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, anche in via sostitutiva, per garantire l’osservanza delle norme a tutela della riserva naturale ed avviare una verifica sull’operato del Comune di Acireale e dell’Ente gestore della riserva naturale.

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