Sanità siciliana divisa per fasce tariffarie - QdS

Sanità siciliana divisa per fasce tariffarie

Chiara Saturnino

Sanità siciliana divisa per fasce tariffarie

giovedì 06 Maggio 2010 - 00:00

Pubblicato sulla Gurs n. 21 del 30 aprile 2010 il decreto dell’assessore regionale alla Salute Massimo Russo. Per una diversa valorizzazione economica delle prestazioni, entro il principio della giusta remunerazione

PALERMO – È definitiva la riclassificazione in fasce delle strutture sanitarie ospedaliere pubbliche e private in Sicilia. Lo scorso 30 aprile la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del 2 aprile 2010 sulla determinazione delle fasce tariffarie volte a riconoscere una diversa valorizzazione economica alle strutture presenti nel territorio, nel rispetto del principio della giusta remunerazione.
Ecco come funziona: cinque criteri di classificazione per le strutture pubbliche e tre per quelle private previsti dalla Tuc – Tariffa Unica Convenzionale – permettono di stilare una graduatoria, collegata alla determinazione di un punteggio, che consente di procedere col calcolo per la divisione in fasce.
Per le strutture pubbliche i criteri di riferimento sono la presenza di unità operative di alte specialità, la presenza di posti letto di terapia intensiva, numero dei Drg – Raggruppamenti Omogenei di diagnosi – tra quelli ad alta complessità i primi 5 per categorie diagnostiche maggiori e tutti quelli legati invece all’infarto miocardico acuto. Sono tre invece gli elementi considerati nel caso delle strutture sanitarie private: il rapporto tra personale medico, non medico e numero di posti letto, l’incidenza percentuale tra somma degli investimenti dal 2003 al 2009 rapportato alla somma del “liquidato” dal 2003 al 2007 ed ai budget 2008 e 2009. Infine, il numero di ricoveri, considerando come nel caso delle strutture pubbliche tutti i Raggruppamenti Omogenei di diagnosi ad alta complessità, tra quelli a media complessità i primi 5 per categorie diagnostiche con peso maggiore e tutti i raggruppamenti legati a infarto miocardico acuto.
Una procedura chiara permette il riconoscimento delle tariffe. Procedendo all’analisi dei dati per ogni criterio individuato si stila una graduatoria, si continua col calcolo della media dei punteggi ottenuti da ogni struttura e con una sistemazione in ordine crescente depurata dai valori estremi. Infine, la media delle distanze dei punteggi dal valore considerato permette di stabilire un limite al di sopra del quale sarà riconosciuta una tariffa del 98% e al di sotto del quale la tariffa applicata sarà invece pari al 92,5%.
Tariffa piena del 100% sarà invece riconosciuta, tra le strutture pubbliche, ad aziende ospedaliere universitarie, aziende ospedaliere di rilievo nazionale e di alta specializzazione, tra le strutture private invece tutte quelle cardiochirurgiche e i poli oncologici di terzo livello.
Due i criteri per centri di neuropsichiatria: rapporto tra personale medico, non medico e numero di posti letto e incidenza percentuale tra somma degli investimenti dal 2003 al 2009 rapportato alla somma del “liquidato” dal 2003 al 2007 ed ai budget 2008 e 2009. Invariato invece quanto stabilito dal decreto 2230/2007 per la riabilitazione e la lungodegenza. è riconosciuta infatti in questi casi la diaria giornaliera per posto letto. Le fasce saranno rideterminate, ai sensi dell’articolo 5 del decreto, con cadenza biennale.

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