Altro che mobilità alternativa, in Sicilia cresce il numero di auto - QdS

Altro che mobilità alternativa, in Sicilia cresce il numero di auto

Altro che mobilità alternativa, in Sicilia cresce il numero di auto

mercoledì 12 Maggio 2010 - 00:00

È l’effetto delle perduranti carenze del trasporto pubblico, autobus e treno. In cinque anni + 6,81%, Enna guida la classifica provinciale

BOLOGNA – Negli ultimi cinque anni in Sicilia il numero delle autovetture è aumentato del 6,81%, passando dalle 2.876.589 unità del 2005 alle 3.072.362 del 2009. La ragione di questa crescita, secondo un’indagine dell’Osservatorio sulla Mobilità Sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici), è in primo luogo da ricondursi alle perduranti carenze delle principali modalità di trasporto pubblico (autobus e treno) che in molti casi rendono praticamente obbligatorio il ricorso all’autovettura privata.
“Anche in Sicilia sulla costante crescita del numero delle auto – sottolinea Airp – incidono particolari fattori strutturali, come la conformazione fisica del territorio che, soprattutto nelle aree extraurbane sollecita di fatto la domanda di mobilità privata.
Nelle aree urbane della Sicilia l’aumento del numero delle auto è poi spesso la conseguenza dell’espansione urbanistica nelle aree immediatamente al di fuori delle città che, in mancanza di un adeguato sviluppo di infrastrutture di trasporto pubblico, accresce le esigenze di mobilità e rende indispensabile l’utilizzo dell’auto”.
È Enna con una crescita tra il 2005 ed il 2009 del numero di autovetture pari all’8,84% a guidare la graduatoria siciliana, seguono Ragusa (8,82%), Agrigento (8,28%), Catania (7,88%), Caltanissetta (7,2%), Siracusa (6,17%), Messina (6,08%). Palermo (5,42%) e Trapani (5,39%).
A livello nazionale sono le regioni meridionali-centrali quelle che hanno fatto registrare tra il 2005 ed il 2009 gli aumenti più significativi. In testa è la Calabria (+7,91%), seguita nell’ordine dalla Basilicata (+7,67%), dal Lazio (+7,14%), dal Molise (+6,97%), dalla Sardegna (+6,94%), dalla Sicilia (+6,81%) e dalla Puglia (+6,15%).

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