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Catania – Lotta all’abusivismo commerciale. Senza agenti, vittoria impossibile

Antonio Borzi

Catania – Lotta all’abusivismo commerciale. Senza agenti, vittoria impossibile

mercoledì 12 Maggio 2010 - 00:00

Il problema della coperta corta: se si concentrano le forze su una zona, le altre restano scoperte. Ripulito il corso Sicilia, molti ambulanti illegali si sono trasferiti altrove

CATANIA – La vittoria nella lotta all’abusivismo è stato da sempre uno degli obiettivi principali dell’amministrazione comunale catanese. Una battaglia fondamentale che però sta ottenendo risultati contrastanti.
Uno dei punti cruciali, in questo senso, è rappresentato da quel commercio di materiale contraffatto che a Catania domina tutta la zona in prossimità di piazza Carlo Alberto. Il commercio di abbigliamento, calzature e accessori falsi è un business importante e a gestirlo quasi completamente sono i cingalesi che, da anni, hanno il loro “centro commerciale” in corso Sicilia.
Da qualche tempo, però, le bancarelle di fortuna che giorno e notte albergavano sotto i portici sono scomparse. Un risultato ottenuto grazie all’azione congiunta dell’amministrazione comunale e della Polizia municipale, attraverso il lavoro di una camionetta dei vigili urbani che staziona quotidianamente in prossimità del corso impedendo di conseguenza il commercio agli extracomunitari. Almeno in quella zona.
Si, perché a prima vista il problema sembra risolto, ma in realtà non è affatto così: l’illegalità continua, in un modo differente ma ugualmente proficuo.
Come se si volesse rispettare l’antico detto “occhio che non vede cuore che non duole”, il corso è libero ma la Fiera si è riempita a dismisura di cingalesi pronti a piazzare la propria merce. Non esistono più le bancarelle, ma gli abusivi tengono gli indumenti nelle mani in buste che possono essere trasportate più facilmente. In prossimità del corso, invece, sono riuniti in gruppetti pronti ad attirare l’attenzione di possibili acquirenti. Un modo per ricordare ai clienti fedeli che la loro presenza è costante e nulla è cambiato.
In questo modo cittadini e turisti che vogliono acquistare le imitazioni delle grandi marche a basso prezzo sanno dove andare. Il sistema è semplice: basta camminare per la fiera e si notano subito. Si avvicinano, chiedono se si è interessati a cinture o scarpe rendendo tutto immediatamente disponibile. Basta una piccola contrattazione e l’affare è fatto.
Sono lodevoli, dunque, le iniziative messe in atto dall’amministrazione comunale, ma sembra proprio che, anche in questo caso, si sia verificato il fenomeno della coperta troppo corta. Il basso numero di Forze dell’ordine, infatti, non permette un controllo capillare delle attività illecite che, di conseguenza, continuano a regnare incontrastate.
Non solo nella zona di piazza Carlo Alberto, ma anche in quel viale Mario Rapisardi che, negli ultimi anni, sta vivendo una crisi commerciale non indifferente. Le lamentele di chi possiede una bottega in zona, infatti, sono pressanti, anche e soprattutto per la concorrenza sleale e illegale degli ambulanti.
Essenziale sarebbe dunque un potenziamento del corpo di Polizia municipale ma, vista la penuria di risorse nelle casse comunali, il passo è ancora troppo grande da compiere.

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