Biogas: settore in rapida crescita, ma la Sicilia è ancora indietro - QdS

Biogas: settore in rapida crescita, ma la Sicilia è ancora indietro

Rosario Battiato

Biogas: settore in rapida crescita, ma la Sicilia è ancora indietro

venerdì 14 Maggio 2010 - 00:00

A Veronafiere convegno sulla diffusione in Italia di impianti che ricavano energia dalle biomasse. La Lombardia investe da anni in un settore che nell’Isola stenta a decollare

ROMA – Tra le frontiere della terza rivoluzione industriale gli impianti di biogas assumono una rilevanza sempre maggiore, anche se ancora sembrano rappresentare una realtà non troppo conosciuta tra gli imprenditori isolani.
Lo scorso 7 maggio si è discusso di “Biogas, gli strumenti per decidere se l’investimento conviene”, un convegno per presentare la geografia nazionale di questa fonte di energia alternativa, organizzato dall’informatore Agrario a Veronafiere in occasione di SolarExpo.
Il biogas è una miscela di vari tipi di gas, principalmente metano almeno al 50 %, prodotto dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno) dei residui organici. La creazione di impianti di biogas è particolarmente importante perché permette il riutilizzo di materiale provenienti da rifiuti, vegetali in decomposizione, carcasse in putrescenza, liquami zootecnici o fanghi di depurazione e scarti dell’agro-industria. L’intero processo di produzione si sviluppa attraverso la decomposizione del materiale organico da parte di alcuni tipi di batteri, i quali producono anidride carbonica, idrogeno molecolare e metano.
Il sistema biogas quindi è strettamente correlato con l’effettivo funzionamento della gestione dei rifiuti, e probabilmente per vedere qualche risultato di una certa rilevanza in questo settore in Sicilia bisognerà attendere l’effettivo valore della riforma dei rifiuti varata dal governo Lombardo.
Infatti, gli ultimi dati diffusi non danno grande risonanza alla realtà siciliana in termini di produzione di biogas. La maggiore concentrazione si trova infatti distribuita nelle regioni Settentrionali: leader la Lombardia con 48 strutture, seguono l’Emilia-Romagna con 30, il Veneto con 17 e il Trentino con 34. I dati sono stati diffusi nel corso del convegno dal Crpa (Centro ricerche produzione animali). Questi dati, aggiornati al 2009, certificano – secondo quanto ha dichiarato Massimo Brambilla della facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano – un ulteriore aumento del numero totale di impianti basati sulla codigestione di effluenti agricoli, biomasse di scarto e colture energetiche arrivando ad un totale di 235 impianti di cui 59 in costruzione.
La Regione che ha prodotto uno scatto impressionante negli ultimi anni è stata la Lombardia, dove sono previsti 108 nuovi impianti. Se la Lombardia traina il settore, nel resto d’Italia la situazione è invece molto timida. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Gse, che prende in considerazione la statistica di tutti gli impianti nazionali da biomasse, la Sicilia ha prodotto nel 2008 qualcosa come 75,5 Gwh da biogas, ben poca cosa rispetto la Lombardia (273,6 Gwh), il Veneto (128,3 Gwh) e il Piemonte (182,8 Gwh).
Nel complesso infatti la produzione isolana da biomasse, biogas, rifiuti solidi urbani e bioliquidi si attesta all’1,3% del totale nazionale, a distanza siderale non solo dal Settentrione (Lombardia a quota 22,9 %), ma anche dalla Calabria (13,2 %) e dalla Puglia (13,4%). Sul settore biomasse, che l’Ue considera fondamentale, per l’Isola è ora di correre sul serio.

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