Catania - L'Asec tra crediti quasi perduti e debiti per 14 milioni di euro - QdS

Catania – L’Asec tra crediti quasi perduti e debiti per 14 milioni di euro

Melania Tanteri

Catania – L’Asec tra crediti quasi perduti e debiti per 14 milioni di euro

sabato 29 Maggio 2010 - 00:00

I sindacati si appellano all’amministrazione comunale, chiedendo la stesura di un piano industriale. L’azienda dovrebbe recuperare circa 15 mln. Una somma difficilmente esigibile

CATANIA – Quindici milioni di euro di crediti in sofferenza e difficilmente esigibili, 14 milioni di debiti, ottanta lavoratori a rischio, nessun piano strategico per il futuro. Questi alcuni numeri relativi all’Asec, un’azienda che eroga un bene prezioso, il gas, e che possiede tutti i difetti del privato e i lassismi del pubblico.
“Un’azienda in perdita, l’unica del suo genere in condizioni economiche e finanziarie così disastrose in tutta Italia. Una crisi che è stata causata da un’inefficiente e inefficace gestione protrattasi per anni”. Così i sindacati catanesi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, descrivono la situazione aziendale della partecipata del Comune di Catania che eroga il gas. Chiedono “trasparenza e tempestività” per la gestione delle due aziende (Asec spa e Asec trade) rivolgendosi in particolare al presidente del Consiglio comunale Marco Consoli.
“Affinché – affermano i rappresentanti – vengano assunte tutte quelle iniziative per orientare le scelte dell’amministrazione in un percorso che guardi al bene e allo sviluppo delle due aziende oramai vicine al collasso”. Chiedono chiarezza al sindaco sulla situazione dell’azienda e vogliono inoltre vederci chiaro sui numeri.
“Queste aziende – spiega il segretario della Filctem Giuseppe D’Aquila – che agiscono senza alcuna concorrenza, dovrebbero assicurare il massimo della redditività ed efficienza. Eppure, ciò non accade, anzi, da circa un anno denunciamo situazioni conflittuali con gli interessi dell’azienda. Ma da Palazzo degli Elefanti non riceviamo alcuna risposta”.
La responsabilità di questa situazione sarebbe “tutta politica” secondo i sindacati che, per questo, hanno chiesto proprio alla politica, a partire dal Consiglio Comunale, di fare la propria parte e attivarsi per cercare le responsabilità oggettive di una situazione molto delicata. L’obiettivo è riportare le aziende a essere produttive, un bene per la collettività.
Tutto passa attraverso la stesura di un piano di rientro finanziario e di un piano industriale adeguato e non più rinviabile: “Dall’amministrazione comunale, a partire dal sindaco – conclude D’Aquila – ci aspettiamo concretezza e rigore nelle scelte che segneranno il futuro di Asec Spa e Asec trade. La nostra preoccupazione è che le aziende rischiano di essere ulteriormente depauperate e deprezzate”.

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