Il greggio torna su e tira l’export siciliano - QdS

Il greggio torna su e tira l’export siciliano

Antonio Casa

Il greggio torna su e tira l’export siciliano

sabato 12 Giugno 2010 - 00:00

I dati Istat sul primo trimestre 2010 registrano un notevole incremento delle esportazioni, Isola seconda in percentuale. Come al solito, i numeri positivi sono drogati: le raffinerie portano ricchezza dove hanno la sede legale

ROMA – Nel primo trimestre del 2010, secondo i dati Istat, tutte le ripartizioni territoriali fanno rilevare incrementi nelle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con aumenti particolarmente rilevanti per l’Italia insulare (più 51,8%) dovuti al forte incremento del valore delle vendite all’estero di prodotti petroliferi raffinati. In Sicilia l’aumento delle esportazioni registra un balzo quasi mai visto in passato, ma è fuoco di paglia, nel senso che non porta vera ricchezza all’economia dell’Isola. Infatti ,il risultato è soprattutto legato alla domanda di greggio raffinato. Le società hanno sede legale fuori dall’Isola, la ricaduta in loco è dunque bassa.
Anche l’Italia centrale e quella meridionale registrano incrementi superiori alla media nazionale (pari, rispettivamente, a più 7,7 e più 7,6%).
La dinamica congiunturale, valutata sulla base dei dati trimestrali depurati della componente stagionale, evidenzia, nel primo trimestre 2010 rispetto al trimestre precedente, variazioni positive delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali: particolarmente intense per Italia meridionale e insulare (più 7,8%), Italia nord-orientale (più 6,8%) e Italia nord-occidentale (più 4,1%). Nel primo trimestre 2010, i più ampi incrementi tendenziali delle esportazioni per le regioni che maggiormente contribuiscono ai flussi commerciali con l’estero riguardano Sardegna (più 63%), Sicilia (più 45,4%), Friuli-Venezia Giulia (più 17,2%), Puglia (più 13,7%), Toscana (più 13,5%), Abruzzo (più 12,7%) e Liguria (più 12,2%). Si segnala inoltre, la contenuta crescita delle esportazioni del Veneto (più 1,6%) e, con tassi di crescita inferiori alla media nazionale, dell’Emilia Romagna (più 3,9%) e della Lombardia (più 4,4%). Le regioni che registrano una flessione delle esportazioni sono Basilicata (meno 26,7%), Marche (meno 6,5%) e Molise (meno 1,8%).
L’analisi dell’andamento delle esportazioni per area di sbocco mette in evidenza come l’incremento tendenziale delle esportazioni dell’area nord-occidentale (6,5%) abbia interessato maggiormente i flussi diretti verso i paesi Ue (più 7,3%). L’incremento delle esportazioni dell’Italia nord-orientale (più 4,5%) deriva dall’incremento dei flussi diretti verso i paesi Ue (più 5,1%), associato a un più contenuto aumento delle vendite dirette sui mercati non comunitari (più 3,7%). L’aumento delle esportazioni generate nell’Italia centrale (più 7,7%) è dovuto a incrementi dei flussi diretti verso entrambe le aree di sbocco.
Nell’area meridionale e insulare l’incremento delle esportazioni (più 20,2%) è maggiore per l’area extra Ue (più 27,8%) rispetto all’area comunitaria (più 15%). Nel primo trimestre 2010, considerando i settori che contribuiscono maggiormente alle esportazioni nazionali, si rilevano incrementi significativi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per coke e prodotti petroliferi raffinati (più 59,1%), sostanze e prodotti chimici (più 26,7%), mezzi di trasporto (più 15,1%, al cui interno gli autoveicoli segnano un incremento del 3,8%) e articoli farmaceutici, chimico-medicali e botanici (più 13,1%). Invece, articoli di abbigliamento (anche in pelle e pelliccia) e macchinari ed apparecchi n.c.a. registrano delle flessioni (rispettivamente meno 9% e meno 1,2%).

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