Battuta d’arresto per le due ruote in Sicilia si segue il trend nazionale - QdS

Battuta d’arresto per le due ruote in Sicilia si segue il trend nazionale

Piero Rotolo

Battuta d’arresto per le due ruote in Sicilia si segue il trend nazionale

mercoledì 16 Giugno 2010 - 00:00

Pesa la diminuzione degli incentivi: nel 2009 il Governo aveva messo a disposizione 131 mln € contro i 12 di quest’anno. Vendite in netto calo nella prima metà del 2010. Numeri positivi soltanto per l’usato

PALERMO – La Sicilia segue il trend nazionale e anche nella nostra Isola il mercato delle due ruote, in questi primi mesi del 2010, risulta in netto calo. Numeri positivi soltanto per quanto riguarda l’usato – che nel 2009 aveva subito una battuta d’arresto – ma per il resto i dati ufficiali resi noti a livello nazionale non lasciano dubbi.
Nel periodo gennaio-maggio 2010 si è registrata una diminuzione del 14,48% rispetto allo stesso periodo del 2009. La variazione in negativo riguarda sia gli scooter (meno 16,11%), sia le moto (meno 10,91%). Se si prende in considerazione il solo mese di maggio 2010, si nota addirittura un decremento pari al 30,6% rispetto allo stesso periodo del 2009. Il mercato delle moto, lo scorso anno, aveva potuto contare su oltre 131milioni di euro di incentivi, mentre nel 2010 il fondo a disposizione si è ridotto a 12 milioni di euro, esaurendosi nel giro di qualche settimana. La campagna degli incentivi quest’anno è partita solo il 15 aprile e le poche risorse si sono rivelate insufficienti per un effettivo rilancio del mercato, riuscendo ad accontentare poco meno di 25 mila utenti.
C’è chi ritiene che il Governo, con il taglio drastico agli incentivi, abbia perso l’opportunità di rinnovare il parco delle due ruote circolante e nello stesso tempo di abbattere le emissioni inquinanti e ridurre i consumi.
“C’era da aspettarsi – ha dichiarato Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo accessori) – una contrazione sensibile del mercato, come è già avvenuto anche per le auto. A nostro avviso il ministero dello Sviluppo economico dovrebbe riconsiderare l’allocazione delle risorse in merito agli incentivi, visto che solo le moto e le barche hanno bruciato in pochi giorni gli scarsi fondi a disposizione. Al contrario vi sono categorie che di fatto non stanno utilizzando, se non in minima parte, quanto è stato assegnato”.
In termini di cilindrata, si osserva un arretramento generalizzato a eccezione degli scooter tra 300-500cc, che si confermano come il segmento più importante del settore con 39.762 pezzi (più 1,1%), a scapito dei veicoli di cilindrata più contenuta come i 125cc (30.315 unità vendute pari a meno 25%), i 150-200cc (23.387 pezzi venduti pari a meno 19,3%) e i 250cc (10.277 unità vendute pari a meno 31,3%).
Nel comparto moto soffrono le cilindrate intermedie come le 600cc, con 5.756 unità (meno 35,5%), e le 650-750cc con 11.588 unità (meno 25,9%). Difficoltà per le 800-1000cc con 12.292 pezzi venduti (meno 1,8%) mentre registrano un buon successo le oltre 1000cc con 13.789 pezzi (più 11,1%), anche in questo caso il segmento più rilevante.
Andamento positivo, invece, per le enduro stradali con 12.841 veicoli (più 6,2%), le supermotard con 4.413 (più 9,1%), le custom 5.101 (più 4,5%) e le moto da turismo con 3.456 unità (più 20,6%). Perdono volumi le naked con 17.708 pezzi (meno 25,6%) e le sportive con 6.411(meno 23,8%).

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