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Palermo – Disabili gravi: assistenza sospesa per la “solita” mancanza di fondi

Luca Insalaco

Palermo – Disabili gravi: assistenza sospesa per la “solita” mancanza di fondi

sabato 17 Luglio 2010 - 00:00

L’assessore Russo (azzerato da Cammarata): “Aspettiamo che la Regione approvi il nuovo Piano”. Il Coordinamento H: “Un momento sconvolgente, servizio di primaria importanza”

PALERMO – Cento disabili gravi si sono visti tagliare il servizio di assistenza domiciliare erogato dal Comune di Palermo. Mancanza di fondi la motivazione.
“La sospensione del servizio è un momento sconvolgente, che getta nella disperazione queste persone – dice Salvatore Crispi, responsabile regionale del Coordinamento H – Si tratta di un servizio di primaria importanza per i disabili, che ora non potranno più nemmeno lavarsi e svolgere le altre attività essenziali. I genitori, infatti, spesso non hanno le forze per accudire i propri congiunti. Facendo questo il Comune viola la legge e nega ai disabili un diritto”.
È una storia che si ripete quella che vede protagonisti i disabili della città, vittime, ora delle secche delle casse di Palazzo delle Aquile, ora di procedure burocratiche che non arretrano neppure dinanzi a chi è costretto a bussare alle porte dell’istituzione locale per far fronte ai propri bisogni primari.
Nei giorni scorsi, anche l’arcivescovo Paolo Romeo ha criticato l’amministrazione comunale per la sua incapacità di dotarsi del bilancio e quindi di rispondere alle esigenze dei cittadini, facendo un elenco di criticità irrisolte nel capoluogo. La scorsa settimana, poi, il Consiglio comunale ha finalmente varato il documento finanziario che destina tre milioni di euro al sociale. Subito dopo il sindaco Cammarata ha azzerato la Giunta.
Il disagio e la malattia, tuttavia, non aspettano i tempi della politica e la quotidianeità dei portatori di handicap è segnata da un’assenza forte, quella del Comune. Da qui l’appello del portavoce delle associazioni dei disabili all’amministrazione comunale: “In attesa che il sistema vada a regime, si recuperino fondi per garantire nell’immediato il servizio, anche attraverso i fondi di riserva a disposizione del sindaco. Qualsiasi strumento andrebbe bene perché i disabili non vedano la loro vita degradata più di quanto non lo sia già” chiede Crispi, che conclude la sua richiesta confidando almeno nell’aiuto di Santa Rosalia.
“L’interruzione è stata causata dall’esaurimento dei fondi del vecchio piano della legge 328/2000 – spiega “l’ex” assessore comunale alle Attività sociali, Raoul Russo -. Aspettiamo che la Regione approvi il nuovo piano. Nelle more di tale procedura, contiamo di recuperare delle economie di spesa della vecchia azione e quindi di risolvere il problema già nei primissimi giorni della prossima settimana”.

PALERMO – Il Centro Educativo Alzheimer vive ancora giorni difficili per la cronica mancanza di fondi che ne paralizza l’attività. Scaduta la convenzione tampone con la Provincia, il centro non ha personale specializzato per far fronte all’ingente richiesta di assistenza. “Per le istituzioni la malattia di Alzheimer non esiste più, i malati sono tutti guariti” è l’amaro commento del presidente del Cea, Gaetano Lisciandra. Oltre ai fondi della legge delle 328/2000, si aspetta il nuovo bando dell’Asp per reclutare personale specializzato per i malati di Alzheimer.
“Il direttore dell’Asp, Salvatore Cirignotta – ricorda Lisciandra – ci aveva promesso anche interventi per la cura del nostro giardino terapeutico, riconosciuto come uno dei migliori d’Europa. In assenza di risposte, abbiamo ricevuto un’offerta di aiuto dall’Ente di Sviluppo Agricolo”. Intanto, nei giorni scorsi è approdato all’Ars un disegno di legge per riconoscere e sostenere l’Associazione Alzheimer che gestisce il Cea, con la proposta di inserimento nell’ex-Tabella H della Regione. (li)

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