Isee, strumento di misurazione della capacità economica - QdS

Isee, strumento di misurazione della capacità economica

Giuseppe Grassia

Isee, strumento di misurazione della capacità economica

mercoledì 11 Agosto 2010 - 00:00

I familiari a carico possono incidere sull’indicatore anche negativamente

CATANIA – L’isee, ovvero l’ormai conosciutissimo “indicatore della situazione economica equivalente”, è il sempre più utilizzato strumento di misurazione della capacità economica delle famiglie italiane in una molteplicità di casi, quando si “richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche” (Rapporto Isee 2009). Il cosi detto “popolo isee” si trova, in larga maggioranza, nel meridione d’Italia dove si ritrovano le sempre crescenti situazioni di disagio economico.
Ma è sempre così “giusto” nel misurare la nostra condizione economica? L’isee tiene conto, infatti, del reddito e di parte del patrimonio della “famiglia anagrafica” ossia dello “Stato di famiglia”.
Ci è stato posto il seguente quesito: la nonna invalida che per essere meglio accudita verrebbe ad abitare con la nostra famiglia, modificherà il nostro isee?
La risposta è sì. Ma il suo effetto potrebbe essere positivo o negativo.
Il reddito dell’anziana signora fa, certamente, innalzare quello della famiglia, diciamo così, “ristretta” ma questo potrebbe essere ampiamente più che compensato dal più elevato coefficiente di divisione (scala di equivalenza) dovuto al componente in più e all’invalidità. Con il risultato di rendere, per es., esente isee tutta la famiglia “allargata” che prima invece non lo era.
Se questa compensazione non avvenisse l’inserimento del nuovo familiare potrebbe far venir meno l’esenzione a una famiglia che magari prima, invece, ne godeva.
Oppure, ancora, la cara nonnina usufruiva della “social card” e magari abitando da sola di qualche altra agevolazione, entrando nel nuovo nucleo familiare potrebbe perdere tutto.
A nostro modesto parere non sembra il massimo della giustizia associare quello che dovrebbe essere un dovere morale, sociale, civile a valutazioni di opportunità economica. Ma a legislazione vigente si deve tenere conto, purtroppo, anche di questo

Dott. Giuseppe Grassia
Collegio dei professionisti di Veroconsumo

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