Mediterranea holding, la Regione vota l’aumento del capitale sociale - QdS

Mediterranea holding, la Regione vota l’aumento del capitale sociale

Rosario Battiato

Mediterranea holding, la Regione vota l’aumento del capitale sociale

mercoledì 01 Settembre 2010 - 00:00

La società, partecipata al 37%, passa da 10 a 25 milioni. “No all’amministrazione controllata di Siremar”. Lombardo non demorde: vogliamo acquisire la Tirrenia, valida la nostra offerta

PALERMO – Sulla privatizzazione della Tirrenia Lombardo non demorde. Anzi, rispetto alle recenti dichiarazioni, ha fatto marcia indietro. Al termine dell’assemblea dei soci della Mediterranea Holding, “la Regione siciliana ha confermato il suo interesse al piano della Mediterranea Holding di Navigazione per l’acquisizione del gruppo Tirrenia, votando favorevolmente nell’assemblea dei soci la delibera di aumento di capitale sociale fino alla concorrenza di 25 milioni.
In tale contesto l’assemblea ha affrontato l’argomento inerente il rafforzamento della compagine societaria, valutando l’opportunità di ingresso di soci finanziari, che a breve può determinarsi”. “L’assemblea, altresi’, ha ribadito – continua una nota della Presidenza della Regione – la ferma volontà di perseguire l’acquisizione del gruppo Tirrenia partendo dall’offerta formulata al commissario straordinario D’Andrea e prodotta fin dal 9 agosto ultimo scorso, e, pur apprezzando le positive dichiarazioni del ministro Matteoli che ha affermato di non essere intendimento del Governo di procedere allo “spezzatino” del gruppo Tirrenia, ha manifestato il proprio impegno nei confronti dei lavoratori che lottano per impedirlo e delle loro rivendicazioni per il mantenimento dei livelli occupazionali attuali e il loro aumento in relazione al piano di sviluppo dell’attività aziendale già programmato”. “Infine, l’assemblea ha espresso tutta la propria contrarietà – conclude la nota – all’ipotesi ventilata di porre anche Siremar in amministrazione controllata, dichiarandone l’insolvenza, per le gravissime conseguenze che ciò determinerebbe non solo in capo a tutti i diretti interessati e fra di essi per primi gli stessi lavoratori, ma anche il complesso dell’indotto, facendo proprie le indicazioni in tal senso della Regione siciliana che propugna un rilancio del gruppo nella sua interezza anche per dare un migliore e più continuo servizio di collegamento con le Isole minori”.
Eppure, qualche giorno fa Raffaele Lombardo, aveva annunciato che non avrebbe sottoscritto l’aumento di capitale, riducendo la propria partecipazione nella Mediterranea holding che aprirebbe la compagine sociale a nuovi azionisti. Analoga posizione aveva preannunciato anche Alexis Tomasos, armatore di Ttt Lines che, grazie a una quota pari al 30,5%, è il maggior azionista privato della holding costituita per rilevare Tirrenia.
Su Siremar le ultime notizie hanno suonato a campanelli d’allarme. Per 150 lavoratori stagionali di Siremar, società del gruppo Tirrenia attiva nei collegamenti dalla Sicilia, si profila l’ipotesi licenziamento al termine della stagione estiva. Le casse della compagnia siciliana sono vuote e anche per il periodo invernale si prevede un calo dei passeggeri e delle vendite dei biglietti, dopo la flessione del 15%, con punte del 50%, durante i mesi estivi. Il destino di Siremar continua a essere incerto e non si esclude, come ipotizzato giorni fa in queste stesse colonne, lo stato di insolvenza anche la controllata di Tirrenia, già sotto procedura. La società attende da Bruxelles il via libera alla proroga della convenzione tra il gruppo di navigazione e lo Stato, in scadenza il 30 settembre. Al momento Siremar conferma la vendita dei biglietti fino a fine anno.

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