Pil Sicilia arretra come il gambero - QdS

Pil Sicilia arretra come il gambero

Gaetano Cusimano

Pil Sicilia arretra come il gambero

sabato 06 Giugno 2009 - 00:00

1970-2008. La ricchezza prodotta rispetto all’Italia.
Tasso medio annuo di crescita del Pil. Quello della Sicilia (2,14%) è minore rispetto a quello della Lombardia (2,21%) e della stessa media dell’Italia (2,23%) al netto dell’inflazione.
Pil pro capite. È cresciuto più della Lombardia non perchè è aumentata la torta ma solo perchè il numero dei commensali (cioè la popolazione) ha subito una contrazione

PALERMO – Nel 2007 il direttore di questa testata manifestò l’esigenza di conoscere di quanto dovrebbe aumentare il Prodotto interno lordo (Pil) della Sicilia per portare il livello del suo Pil per abitante allo stesso livello di quello della Lombardia, nel 2005 intorno al 50,8 per cento. La domanda mi incuriosì, soprattutto per la scelta della Lombardia come regione di riferimento, e sulla base di alcune ipotesi riguardanti anche la crescita della popolazione, formulate dall’Istat, giunsi alla conclusione che, a bocce ferme, bloccando la crescita della Lombardia al tasso medio registrato nel periodo 2000-2005, il Pil della nostra regione dovrebbe aumentare ad un tasso medio annuo a prezzi costanti del 3,4 per cento circa per venti anni o a un tasso all’incirca doppio per un periodo di dieci anni! E sottolineai, quasi a conclusione, la non eliminabilità del divario a carico della nostra regione, anche nel lungo periodo, quale che sia il colore della casacca dei governanti di turno (Qds 7 febbraio 2007, pag. 3 “La Sicilia è indietro di vent’anni”).
Oggi il direttore ritorna sul confronto Sicilia-Lombardia chiedendo più realisticamente che cosa è accaduto nell’ultimo quarantennio, diciamo dal 1970 al 2008, sia pure con una cadenza decennale.

Cercherò di soddisfare questa legittima curiosità non senza precisare che i dati riportati nella tabella e nel grafico allegati, che proverò a commentare, sono per le due regioni a confronto il risultato di stime e di ricostruzioni di dati di varie fonti (Istat in prevalenza, ma anche Istituto Tagliacarne, Unioncamere, Cronos, Svimez, ecc.). I soli dati ufficiali riguardano la serie del prodotto interno lordo ai prezzi di mercato dell’Italia, in euro correnti e a prezzi costanti 2000 per il periodo 1970-2008, recentemente diffusa dall’Istat, e la popolazione dell’Italia a metà anno a far tempo dai primi anni Ottanta. Per le due regioni ho utilizzato i dati disponibili delle fonti citate, per il Pil e la popolazione, che ho riparametrato rispetto ai dati ufficiali e stimati Istat per l’Italia per gli anni disponibili.

Prima di commentare brevemente la tabella ed il grafico allegati, è opportuno sottolineare, in relazione alla ricostruzione dei dati regionali sopra ricordata, che le stime pubblicate possono, per qualche anno o per qualche regione, non coincidere con altre stime effettuate sulla base di altre ipotesi. In attesa di un’auspicabile ricostruzione da parte dell’Istat dei dati regionali almeno per gli anni qui considerati, quelli forniti rappresentano una buona base per cogliere e misurare che cosa è accaduto nell’ultimo quarantennio.

La lettura della tabella consente almeno due osservazioni. La prima: il tasso medio annuo di crescita del Pil a prezzi costanti della Sicilia nel periodo 1970-2008 (2,14 per cento) è risultato minore di quello della Lombardia (2,21 per cento) e di quello medio dell’Italia (2,23 per cento, dato Istat), evidenziando scostamenti quantitativamente modesti. La stima a prezzi costanti 2000 del Pil delle due regioni è stata ottenuta utilizzando i coefficienti del Pil Italia.
Seconda osservazione: il tasso medio annuo di crescita del Pil pro capite della Sicilia, sempre a prezzi costanti e per lo stesso periodo (1,95 per cento) è risultato invece maggiore di quello della Lombardia (1,85 per cento) e dell’Italia (1,94 per cento), evidenziando anche in questo caso scostamenti di modesta entità.

L’apparente anomalia di risultati trova la sua piena giustificazione nella differente dinamica demografica. In questo periodo, infatti, la popolazione della Sicilia a metà anno è aumentata ad un tasso dello 0,18 per cento, pari alla metà di quello della Lombardia (0,36 per cento), contro lo 0,28 per cento dell’Italia, denunciando differenze quantitativamente rilevanti e in prevalenza imputabili alla componente migratoria. In questo periodo, a prezzi costanti del 2000, il Pil pro capite della Sicilia è passato da 13.554 euro nel 1970 a 28.259 euro nel 2008 e quello della Lombardia da 27.516 a 55.124 euro.

Anche il grafico allegato merita una presentazione. Esso accoglie, per i due aggregati Pil e popolazione a metà anno, e per il Pil pro capite i rapporti Sicilia-Lombardia per ciascuno degli anni considerati. Fra il 1970 ed il 2008, mentre è diminuito il rapporto in termini di produzione della ricchezza (dal 27,4 al 26,7 per cento) e di popolazione (dal 55,6 al 52 per cento), è aumentato quello in termini di Pil pro capite (dal 49,3 al 51,3 per cento), la cui entità (due punti circa) non può farci gridare al miracolo, essendo dovuta, come abbiamo ricordato, non all’aumento della torta ma alla contrazione del numero dei commensali.

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