Pa e cartellini identificativi, la legge Brunetta al vaglio - QdS

Pa e cartellini identificativi, la legge Brunetta al vaglio

Eloisa Bucolo

Pa e cartellini identificativi, la legge Brunetta al vaglio

venerdì 17 Settembre 2010 - 00:00

Procedimenti disciplinari e sanzioni per i dipendenti pubblici inadempienti

CATANIA – Per garantire una maggiore trasparenza nell’organizzazione e nell’ attività della Pubblica Amministrazione ed agevolare i rapporti con l’utenza, i dipendenti che lavorano a contatto con il pubblico “sono tenuti a rendere conoscibile il proprio nominativo attraverso l’uso di cartellini identificativi o di targhe da apporre presso la postazione di lavoro”. La norma, art.55-novies, in vigore dallo scorso 13 febbraio, è stata introdotta dall’art 69 d.lgs. 150/2009 (riforma Brunetta).
Per valutare lo stato di attuazione della legge e conoscere le attività di verifica, il Ministro Brunetta ha effettuato, tra aprile e maggio, un’indagine conoscitiva, inviando un questionario a circa 9 mila amministrazioni. Hanno risposto in prevalenza comuni e scuole, mentre gli enti maggiori hanno richiesto ulteriore tempo. Le 5071 schede esaminate, 57% del totale, sono pervenute in prevalenza dagli enti lombardi (756), campani (653), pugliesi (495), siciliani (447) e veneti (390).
L’ispettorato ha assicurato che avrebbe svolto accurati controlli presso gli enti che non hanno risposto al questionario ministeriale ( il 43 % del totale).Sono state già irrogate sanzioni per inadempimento a 22 dipendenti e a 3 dirigenti responsabili degli uffici, ma il numero appare irrisorio e non rappresentativo della realtà.
Sull’argomento Brunetta ha ritenuto opportuno dare delle indicazioni generali con la circolare n. 3/2010, pubblicata lo scorso 8 settembre nella Gazzetta Ufficiale, in cui ha chiarito che “Il processo di responsabilizzazione passa anche attraverso la pronta individuabilità del soggetto interlocutore” pertanto l’inosservanza della prescrizione costituisce una valida ragione per l’avvio di un procedimento disciplinare e per l’ irrogazione di sanzioni. Gli enti hanno l’obbligo ex art 55 d.lgs 165/2001 di formulare il codice disciplinare con le relative sanzioni e di pubblicarlo sul sito o presso gli uffici. Fatto seguito ad alcuni accertamenti risulta che il Comune di Palermo ha già provveduto alla pubblicazione sul sito, mentre il Comune di Catania deve ancora farlo.
La norma, ha chiarito il Ministro, non si applica ai magistrati, agli avvocati dello Stato, ai professori universitari, alle forze armate e alle forze di polizia, ai vigili del fuoco, al personale delle carriere diplomatica e prefettizia anche se per queste figure comunque le singole amministrazioni potranno introdurre l’obbligo.

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