“Bellolampo, una situazione allucinante. Senza vasche il percolato se ne va via” - QdS

“Bellolampo, una situazione allucinante. Senza vasche il percolato se ne va via”

“Bellolampo, una situazione allucinante. Senza vasche il percolato se ne va via”

mercoledì 29 Settembre 2010 - 00:00

Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ieri ospite a Radio anch’io. Pecorella interviene sulla situazione in Campania e ricorda quello che ha visto in Sicilia

ROMA – “Non solo a Napoli ma in molte regioni d’Italia la situazione è allarmante in materia di rifiuti”. Lo ha detto ieri il presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti, Gaetano Pecorella, intervendo alla trasmissione Radio Anch’io, dedicata all’emergenza napoletana di queste ore.
“Abbiamo fatto inchieste nel Lazio, nella Campania, nella Calabria – ha detto Pecorella – la stiamo facendo in Puglia: la situazione in Italia, in generale, è molto allarmante. In Calabria, ad esempio, ci sono presenze di rifiuti spaventosi che contengono veleni e sono abbandonati da 20 anni senza che nessuno se ne sia occupato. In Sicilia, la discarica sopra a Palermo (Bellolampo, ndr) è allucinante: ci sono tonnellate e tonnellate di rifiuti che producono percolato e siccome non sono state realizzate vasche adeguate il percolato se ne va via’’.
Quanto alla situazione a Napoli, secondo Pecorella, più di un’inchiesta “ha ricostruito una pesante presenza della camorra nella gestione della raccolta e del traffico dei rifiuti, ma ci sono interessi anche di gruppi non camorristici’’, perché, “se non funziona la struttura pubblica si inseriscono i privati e – sia che siano criminalita’ organizzata, sia piccoli delinquenti – la sostituiscono’’.
“Quello che mi chiedo – ha aggiunto – è: perché tanta ostilità, anche da parte della popolazione, nei confronti dei termovalorizzatori? Ad Acerra, ad esempio, abbiamo un termovalorizzatore, certamente non di ultima generazione, ma che non produce fumi tossici. Si trova in mezzo a una serie di fabbriche che, al contrario, emettono visibilmente fumi, eppure era il termovalorizzatore che non si voleva. Allora – ha concluso – il sospetto che si vogliano lasciare le discariche, perché di quelle si può occupare la camorra, ha la sua ragione di essere’’.

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