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Palermo – Condono edilizio, che spreco 40 mila pratiche ancora ferme

Luca Insalaco

Palermo – Condono edilizio, che spreco 40 mila pratiche ancora ferme

mercoledì 13 Ottobre 2010 - 00:00

Troppe le pratiche in attesa di essere definite. Basse le istanze presentate con perizia giurata. Mancati introiti per il Comune e abusivismo incontrollato. La situazione è precaria

PALERMO – L’abusivismo è dilagante in città. Se il commercio ha l’aspetto folkloristico delle bancarelle e dei gazebo dislocati in ogni parte del capoluogo, meno rassicurante è quello edilizio, specie laddove si rivela causa di crolli e cedimenti strutturali. Di questi aspetti, tuttavia, non si parla mai, se non in seguito ad incidenti come quello della palazzina venuta giù qualche settimana fa all’Arenella o alle frane che lo scorso anno hanno interessato Belmonte Chiavelli.
A rendere più precaria e instabile la situazione è poi la lentezza della burocrazia. Le lungaggini della macchina amministrativa hanno il triste volto dei numeri: “Dal 1985 pendono, in attesa di essere definite oltre 40mila istanze di condono edilizio – con i conseguenti rischi laddove gli abusi implichino anche interventi di tipo strutturale – senza che l’amministrazione si preoccupi di organizzare un ufficio che in pochi mesi esamini e decida su queste pratiche, a Palermo si continua a costruire per lo più abusivamente, devastando il territorio e mettendo a repentaglio la salute e la vita degli abitanti” accusa Nadia Spallitta, capogruppo di Un’Altra Storia in Consiglio comunale.
Nei giorni scorsi la Spallitta ha presentato un’interrogazione chiedendo, tra le altre cose, la costituzione o il potenziamento degli uffici che definiscono le istruttorie delle sanatorie pendenti, “anche al fine di evitare tragedie come quella dell’Arenella che, con interventi adeguati e tempestivi dell’amministrazione, probabilmente si sarebbe potuta evitare”.
La macchina comunale, insomma, è ingolfata, né si è giovata della perizia giurata. La perizia – lo ricordiamo – sostituisce a tutti gli effetti di legge la concessione o autorizzazione edilizia in sanatoria, sempre che si provveda al versamento in favore del Comune degli oneri dovuti. È sufficiente che il richiedente ne presenti una a firma di un tecnico abilitato alla professione o integri entro 180 giorni le stesse istanze di condono con la documentazione prevista dalla legge e con la documentazione richiesta dall’amministrazione. Lo strumento aiuterebbe di certo ad accelerare i tempi di risposta, ma il numero di istanze presentate è ancora basso. La definizione delle pratiche di sanatoria avrebbe naturalmente dei riflessi positivi per le non proprio floride finanze comunali, anche in considerazione delle premialità previste dalla Legge regionale n.17/2004.

Gli uffici preposti. Milone: “Solo due persone in servizio”
PALERMO – “La causa dei ritardi nella definizione delle pratiche è di sicuro la carenza di personale, visto che l’ufficio che se ne occupa conta appena due persone in servizio – dice l’assessore comunale all’Edilizia privata, Mario Milone -. Qualche giorno fa, in ogni caso, ho chiesto un potenziamento degli uffici con 10 nuove unità operative. Ho ricevuto in tal senso ampie rassicurazioni da parte dell’assessore comunale al Personale e conto che queste nuove unità possano entrare in servizio a breve. Nonostante l’esigua dotazione di personale, comunque, nei primi 9 mesi dell’anno, abbiamo incassato ben 1,5 mln di euro, a fronte dei 2,5 mln di euro che all’inizio dell’anno rappresentavano l’obiettivo in fatto di entrate. Speriamo dunque – conclude Milone – che con il nuovo personale sia possibile smaltire le pratiche con più celerità e soddisfare le previsioni di entrata”.

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