Per imprese e disoccupati siciliani arriva dall’Ue una nuova occasione - QdS

Per imprese e disoccupati siciliani arriva dall’Ue una nuova occasione

Michele Giuliano

Per imprese e disoccupati siciliani arriva dall’Ue una nuova occasione

venerdì 29 Ottobre 2010 - 00:00

Varato il progetto “Progress”: 100 milioni di euro da erogare per business plan convincenti. Strumento rivolto a Pmi con un massimo di 10 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 200 mln

PALERMO – Con una disoccupazione galoppante e un sistema produttivo costituito al 95% da piccole e medie imprese, la Sicilia si candida a diventare la regione che più di qualsiasi altra rincorrerà il fresco progetto emanato dall’Unione Europea dal titolo “Progress”.
Ad essere messi a disposizione ben 100 milioni di euro specificatamente per le piccole e medie imprese e per i disoccupati che vogliano avviare una loro attività. Lo strumento è rivolto a due categorie di destinatari: le Pmi con un massimo di 10 dipendenti e un fatturato annuo non superiore ai 200 milioni di euro e tutti coloro che versano in condizioni di disoccupazione o inoccupazione. Per accedere ai finanziamenti, gli interessati devono rivolgersi agli intermediari creditizi locali, vale a dire banche e organizzazioni non governative. Ma bisogna stare attenti perché l’erogazione del finanziamento non è automatica. Gli istituti valuteranno le richieste sulla base della bontà del piano imprenditoriale e della credibilità del candidato, esattamente come ogni altra richiesta di prestito. L’importante, quindi, è elaborare un business plan convincente.
Dunque per i disoccupati siciliani la grande occasione per mostrare la propria creatività e la grande voglia di mettersi in gioco. Il primo meccanismo di sostegno nell’ambito del programma “Progress” è stato attivato dallo scorso luglio: si tratta di un sistema di garanzie reali dirette e indirette che coprono fino al 75 per cento dei microprestiti concessi dagli intermediari finanziari. In aggiunta, i beneficiari del programma possono richiedere il sostegno del Fondo sociale europeo (Fse) per ottenere ulteriori agevolazioni sotto forma di rimborsi in conto interesse sul tasso applicato dalle banche.
L’attività di erogazione delle garanzie è particolarmente importante per garantire un reale accesso al credito da parte dei soggetti svantaggiati e delle Pmi cui si rivolge il “Progress”. L’impegno dell’Unione Europea per favorire la ripresa del tessuto economico comunitario non si esaurisce nella mera erogazione di finanziamenti. Così, gli aspiranti imprenditori potranno ottenere anche i servizi di orientamento e consulenza forniti dallo stesso Fse per avviare con successo la propria attività.
Il “Progress” si affianca ad altri due programmi di finanziamento dell’Ue, attivi rispettivamente dal 2005 e dal 2008: il Jeremie, rivolto espressamente alle Pmi, e il Jasmine, pensato pei favorire le best practice nel settore del microcredito. Purtroppo però il progetto “Progress” potrebbe vedere la Sicilia sotto certi aspetti svantaggiata per via proprio della sua particolare condizione di crisi economica. Infatti essendoci di mezzo degli intermediari come le banche è ovvio che scatteranno i soliti meccanismi che regolano il mercato dei prestiti e dei crediti. A spiegare meglio le cose Alessandro Nocco, responsabile del servizio di consulenza sui finanziamenti dell’Unione Consulenti (www.unioneconsulenti.it): “Quando si parla di finanziamenti agevolati – spiega Nocco – bisogna ricordarsi che le banche hanno sempre bisogno di garanzie. Il rischio per i soggetti deboli è di vedersi rifiutato un prestito nonostante l’impegno della Ue a rimborsare parte del tasso d’interesse; oppure, di dover sottoscrivere un’ipoteca sulla casa o su un altro bene reale, con tutte le conseguenze del caso qualora l’attività finanziata non dovesse dare i risultati sperati”.
Complessivamente, la Ue stima di erogare tramite il programma “Progress” circa 45.000 finanziamenti nell’arco di otto anni, generando una leva pari a circa 500 milioni di euro grazie anche agli accordi con istituzioni finanziarie internazionali come la Banca europea degli investimenti (Bei).

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