Il federalismo equo è l’unica via possibile - QdS

Il federalismo equo è l’unica via possibile

Raffaella Pessina

Il federalismo equo è l’unica via possibile

sabato 30 Ottobre 2010 - 00:00

L’assessore Economia, Armao: “Così com’è subiremmo una perdita di 400 mln”. Il Governo incontrerà le Regioni giovedì prossimo

PALERMO – Conferenza stampa ieri mattina dell’assessore all’Economia Gaetano Armao. A Villa Malfitano Armao ha dichiarato ai giornalisti che il federalismo rischia di dividere in due il Paese se non sarà equo e solidale. Altrimenti rischierà di creare due categorie di italiani: quelli di serie A e quelli di serie B.
“Così come è stato impostato dal Governo – ha proseguito l’assesssore – avremo subito una refluenza negativa di 400 milioni”.
Armao ha riferito che i due schemi di decreto attuativo sul federalismo sui quali si è lavorato ci fanno pensare che, sia quello municipale sia quello regionale, siano estremamente carenti. La Sicilia ha con forza illustrato nel corso della conferenza Stato-Regioni le sue perplessità e avanzato rilievi, ma sembra che il Governo voglia proseguire sulla propria strada, cosi’ come ha fatto con gli enti locali. “La Sicilia, comunque, non è assolutamente disponibile, – ha aggiunto l’assessore all’Economia – così come le altre Regioni e Province a Statuto speciale, a dare il beneplacito a questo federalismo che in molte sua parti appare incostituzionale. Si accenna, per esempio, alla perequazione fiscale e non si parla assolutamente di perequazione infrastrutturale. Giovedì prossimo avremo – conclude Armao – l’ultima conferenza utile. Sapremo se il governo intenderà proseguire il colloquio con le Regioni. Se dovesse saltare l’intesa apriremo una serie di conflitti, ai vari livelli, per evitare iniquità e appesantimento di costi che i bilanci regionali non possono più sopportare”.
“Se è vero – ha concluso l’assessore – che perequazione infrastrutturale e fiscale sono le gambe sulle quali il federalismo potrà camminare in Sicilia e nel Mezzogiorno, è altrettanto vero che, mancando la prima, è palese la volontà del governo nazionale di non volerlo fare camminare”.
Intanto, cambio ai vertici dirigenziali della regione: la Giunta ha nominato, ad interim, Giovanni Bologna segretario generale della Presidenza della Regione siciliana ed ha inoltre nominato direttore del dipartimento regionale delle Acque e dei Rifiuti Enzo Emanuele, che mantiene l’interim del dipartimento al Bilancio ed Economia, e Gesualdo Campo quale dirigente generale del dipartimento regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale ad interim.
L’interim del dipartimento regionale della Pesca è, invece, affidato a Salvatore Barbagallo.
Continuano le reazioni anche al di fuori della Sicilia alle dichiarazioni del Governatore Lombardo sulla secessione della sua Regione dal resto dell’Italia. Il sindaco di Verona Flavio Tosi ha detto che il Presidente Lombardo potrebbe essere uno della Lega.
“Se Lombardo vuole spezzare le logiche clientelari e ottenere il federalismo – prosegue – sarà il nostro migliore alleato”. Tosi però individua degli ostacoli per il governatore siciliano: l”impopolarità” da un lato e “la mafia” dall’altro. In Sicilia, prosegue, “servirebbe una classe dirigente nuova, sganciata dalle vecchie logiche”.

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