“Trenitalia e Rfi ghettizzano la Sicilia” - QdS

“Trenitalia e Rfi ghettizzano la Sicilia”

Francesco Sanfilippo

“Trenitalia e Rfi ghettizzano la Sicilia”

martedì 09 Novembre 2010 - 00:00

Dal 13 dicembre tagliati i treni a lunga percorrenza da Siracusa ed Agrigento: chi vorrà, si recherà a piedi fino al traghetto. La Cisl denuncia lo smantellamento della ferrovia. Bernava: “Siamo arrivati al capolinea”

PALERMO – La crisi economica siciliana ha, tra i suoi fattori, anche le difficoltà logistiche causate da un’insufficiente rete di trasporti.
Trenitalia, però, sacrifica la sua Divisione Passeggeri in Sicilia e Rfi (Rete ferroviaria italiana, che gestisce le infrastruttture) smantella il traghettamento sullo stretto di Messina, per i tagli che saranno aggravati dal nuovo piano che entrerà in vigore il 13 dicembre e che vedrà i passeggeri di Siracusa e Agrigento privi di treni a lunga percorrenza. Si tratta di un possibile “regalo di Natale” che le ferrovie stanno preparando per i siciliani e che sarà consegnato il mese prossimo.
Questa drammatica situazione è stata presentata insieme a una video-denuncia, nel corso di una conferenza-stampa tenuta dalla Cisl ieri a Palermo.
La strada intrapresa da Trenitalia, quindi, rischia di “ghettizzare” il trasporto ferrato in Sicilia, cosa che isolerebbe la regione dal resto del Paese, colpendo in maniera grave i passeggeri e i livelli occupazionali oltre alla stessa qualità, già precaria, del servizio reso. Non a caso, in pochi anni, le navi traghetto sono passate da 4 a 2 sole e dal 2006 al 2009 ci sono state oltre 5445 carrozze che non hanno attraversato lo Stretto. Non solo, ma Trenitalia ha dimezzato i suoi organici, passando da 142 macchinisti a 64, da 115 capitreno a 63 e da 257 operatori alla manutenzione agli attuali 151, oltre la perdita dei posti di lavoro nell’indotto. Da Siracusa e da Agrigento, i passeggeri saranno costretti a prendere pullman per Messina, ad arrivare al traghetto a piedi senza ripari efficaci dalle intemperie o i più fortunati in auto, per poi prendere un altro treno una volta giunti in continente e viceversa, con enormi disagi e consistenti allungamenti dei tempi di percorrenza.
Per denunciare la politica di smantellamento del traghettamento delle ferrovie in Sicilia, la Fit Cisl ha realizzato una video denuncia che è stata data ai partecipanti alla conferenza-stampa. Nel video, due passeggeri del sindacato seguiti dalle telecamere hanno effettuato tutto il viaggio da Palermo a Villa San Giovanni mostrando carenze infrastrutturali, tempi di percorrenza con o senza traghettamento e disagi conseguenti.
Il segretario Generale della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava, ha dichiarato: “Siamo arrivati al capolinea. Sono 8 anni che i sindacati denunciano e scioperano, ottenendo la solidarietà di tanti, però le Ferrovie, con quest’ultimo taglio, hanno cancellato un servizio di lunga percorrenza, lasciando i siciliani allo sbando e soprattutto affossando le prospettive di sviluppo della rete.
Tutto questo è accaduto col silenzio, spesso complice, dei Governi regionali e nazionali, lasciando che le Ferrovie andassero contro l’interesse dei cittadini e di se stessa. Siamo alla vigilia della programmazione europea e pensiamo che i fondi Europei, quelli Fas e gli stessi fondi previsti per il Ponte di Messina siano utilizzati in una programmazione unitaria che migliori infrastrutture e offerta per i viaggiatori”.

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