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Palermo – Alunni in classe come sardine e gli investimenti non bastano

Luca Insalaco

Palermo – Alunni in classe come sardine e gli investimenti non bastano

giovedì 11 Novembre 2010 - 00:00

Un’indagine condotta sulle strutture palermitane rivela che solo il 13% di esse sono agibili. Edifici costruiti prima delle norme sulla sicurezza e nati con destinazioni diverse

PALERMO – In aula come sardine. La situazione delle classi dopo la “riforma” della scuola vede un numero di studenti per classe ben al di sopra dei limiti consentiti dalla legge. Se la normativa in materia di sicurezza prevede precisi indici di affollamento delle classi, la realtà delle scuole è ben distante dai precetti normativi. In città, in una prima classe dell’Ernesto Basile, ad esempio, vi sono 36 studenti. All’I.C. Renato Guttuso, in un’aula di 22 mq. ci sono 32 bambini, oltre agli arredi. Alla direzione didattica San Lorenzo, un’aula di 30 mq. accoglie 23 bambini, di cui 6 di 2 anni e mezzo.
Le aule sono quelle di edifici costruiti anteriormente all’entrata in vigore della normativa sulla sicurezza. Le scuole, infatti, sono spesso ospitate in edifici nati con una destinazione diversa da quella scolastica e prese in affitto dagli enti pubblici, per fare fronte alle carenze di strutture idonee. Strutture che incidono notevolmente sulle casse di Comune e Provincia ma che spesso non rispondono alle esigenze della popolazione scolastica. Spesso si tratta di edifici fatiscenti, come rivela un’indagine condotta dalla Fillea Cgil, secondo la quale su 1187 plessi in tutta la provincia, solo il 13% risulta agibile, il 16% è adeguato ma privo di certificazione, il 71% andrebbe sottoposto a manutenzione strutturale e, di questi, il 5% andrebbe ricostruito ex novo.
Un’immagine opaca della scuola palermitana arriva anche dall’ultimo rapporto di Legambiente “Ecosistema Scuola” – dedicata alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado – che vede il capoluogo siciliano piazzarsi al 36° posto nella graduatoria del rischio, in una classifica in cui primeggia chi ha i problemi maggiori in fatto di sicurezza dell’edilizia scolastica. E dire che, nel dossier, Palermo si distingue positivamente in fatto di investimenti per la manutenzione straordinaria, con una media di 75.217 euro per edificio…Nella graduatoria generale (frutto di due tipi di valutazione: da un lato, i servizi che il Comune mette a disposizione delle scuole, l’investimento in accorgimenti di risparmio energetico, le politiche ecocompatibili; dall’altro, gli interventi a cui il Comune dovrebbe provvedere per evitare disservizi e situazioni di rischio), la provincia di Palermo si piazza al poco onorevole 61° posto, preceduta, per quanta riguarda la nostra Isola, dalla sola Caltanissetta (42° posto).


Focus. Le norme contro “l’affollamento”
PALERMO – La norma che è intervenuta a regolare la formazione delle classi, fissando i parametri di rapporto superficie/alunni, è stato il D.M del 18 dicembre 1975. Il D.M. prevede che le aule siano di altezza non minore a 3 metri e che il rapporto alunni superficie sia di 1.80 mq/ alunno nelle scuole materne, elementari e medie e di 1,96 mq/ alunno nelle scuole superiori, esclusi gli arredi. Il D.M. del 26 agosto 1992 ha invece fissato il “massimo affollamento” consentito a 26 persone per aula (24-25 alunni + 1-2 docenti). Il mancato rispetto degli standard potrebbe costituire un rischio in caso di evacuazione. Il D.M 31/98, integrato dal D.M. 141/99, invece, ha stabilito il numero minimo e massimo di alunni necessari per formare una classe: scuola dell’infanzia, minimo 15 alunni e massimo 25; scuola elementare, minimo 10 alunni e massimo 25; scuole medie, minimo 15 alunni e massimo 25. Per le secondarie superiori le classi possono essere costituite da non meno di 25 alunni e non più di 20 alunni nelle classi che accolgono alunni in situazione di handicap.

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