Sgarbi e la collisione in Consiglio - QdS

Sgarbi e la collisione in Consiglio

Piero Rotolo

Sgarbi e la collisione in Consiglio

giovedì 11 Novembre 2010 - 00:00

Caravaggio, Rubens e Guercino non rappresenterebbero un arricchimento per il Comune di Salemi. Niente soldi per le iniziative culturali. Il sindaco bocciato sostenuto da D’Alì

SALEMI (TP) – Il Consiglio comunale non ha riconosciuto come debiti fuori bilancio le spese effettuate per portare in città i capolavori di Caravaggio, Rubens e Guercino, nonché quelle del “Festival del Cinema Religioso”. E con i tagli votati dal Consiglio alla cultura e alla promozione turistica, Vittorio Sgarbi a Teano, per la cerimonia di rievocazione dello storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, non ha portato il gonfalone di Salemi, né una rappresentanza istituzionale dell’Ente. “Darò incarico ai legali – ha dichiarato Sgarbi – di impugnare le delibere di bocciatura del Consiglio comunale e di procedere, comunque, in tutte le sedi perché non vi è alcuna motivazione logica, di buon senso, men che meno tecnica e di merito, ma solo politica. Di una politica devastante perché non sa costruire ma demolisce”.
Una dichiarazione che la dice lunga sui rapporti con il massimo consesso civico. Sgarbi, in particolare, ha ritenuto vergognose le dichiarazioni di alcuni consiglieri sul fatto che le spese per le mostre e il Festival non sarebbero un “arricchimento per l’Ente”, fino a dichiarare di voler lasciare l’incarico. Del resto le iniziative culturali promosse dalla giunta Sgarbi hanno portato in città migliaia di visitatori e hanno suscitato l’interesse della stampa nazionale e internazionale, facendo parlare di Salemi in tutto il mondo. A sostegno del primo cittadino di Salemi, è intervenuto Antonio d’Alì con l’invito a non mollare perché rappresenta una risorsa per l’intera provincia di Trapani. “Bene farebbero i partiti politici, quelli veri e non le listarelle e i partitini, a sostenere Vittorio Sgarbi e le sue iniziative – ha dichiarato d’Alì – e a non sottovalutare il valore dirompente della cultura come mezzo di affrancamento dalla marginalità economica e sociale che affligge il nostro territorio”.

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