“Proteggete la natura, ma violate l’ambiente circostante” - QdS

“Proteggete la natura, ma violate l’ambiente circostante”

Antonio Casa

“Proteggete la natura, ma violate l’ambiente circostante”

mercoledì 17 Novembre 2010 - 00:00

La Sicilia e l’ambiente: intervista al fondatore e presidente onorario del Wwf Italia. Fulco Pratesi: bene le aree protette, sui rifiuti manca la sensibilità

“Avete l’esempio virtuoso delle aree protette affidate alle associazioni, dei Parchi regionali. Accanto, i soliti problemi legati alla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, le discariche, le zone industriali non messe a regime, che inquinano fortemente. Tante, purtroppo. Poi l’acqua che continua a mancare o viene erogata a singhiozzo in diversi comuni. E tante altre cose che mi fanno paragonare la Sicilia a tante altre regioni, sopratutto del Meridione”. Fulco Pratesi la chiama “dicotomia”. Insomma, anche sull’ambiente, la Sicilia ha due facce.
Perché? E una situazione esclusivamente siciliana o comune?
“Ovunque così. Negli ultimi trent’anni in Italia la superficie boschiva è passata dal 20% del secondo dopoguerra al 30% di oggi; le aree protette sono oggi il 10% del territorio, negli anni Sessanta del secolo scorso erano pari allo 0,6%. Sono tornate diverse specie animali in via di estinzione come il lupo. è aumentata la sensibilità della gente. Il lato negativo è l’aumento della popolazione (siamo il quarto Paese europeo per densità di popolazione, con un’orografia che non ci dà le vaste pianure di cui godono gli altri), il consumo del suolo procede in maniera impressionante, 20 ettari al giorno (40 campi di calcio distrutti da asfalto e cemento). Pensiamo agli incendi che divorano 80 mila ettari all’anno”.
Parlava dei rifiuti. Qui vogliono realizzare dei piccoli termovalorizzatori. Cosa ne pensa?
“Sull’argomento esistono molte perplessità. Noi del Wwf sosteniamo la necessità di ridurre quanto più possibile gli involucri dei rifiuti, di attuare la raccolta differenziata e un riciclaggio completo, il compostaggio della frazione umida. Si tratta di procedimenti virtuosi che attenuano l’immenso impatto delle discariche. Ricordiamoci che ogni anno ogni italiano getta in discarica più di 600 chili di rifiuti. Tra l’altro, la Sicilia ha una densità di popolazione piuttosto alta”.
Le nostre città si trovano sempre nelle ultime posizioni delle tante classifiche ambientali. Al di là dell’evidente responsabilità di intere generazioni delle classi politiche e dirigenti, c’è o no una scarsa propensione del siciliano al rispetto del proprio ambiente?
“Questo vale per tutti, in special modo l’individualismo fenice del Mezzogiorno (sottolineo: ho madre e moglie napoletane) porta a violare le regole. Faccio l’esempio su una sciocchezza: basta vedere quante persone in sella alle moto portano il casco. Non è un fatto marginale, è invece il sintomo di un atteggiamento di sprezzo delle regole e delle norme. E questo si riflette purtroppo anche nell’ambiente, perché quando uno non rispetta le regole che un Paese si è dato, non ha la sensibilità dell’ambiente che lo circonda”.
Meno male, allora, che in Sicilia sta aumentando costantemente il numero delle aree protette.
“In questo la Sicilia si discosta positivamente rispetto a quanto avviene in altre regioni a statuto speciale, come la Sardegna dove non si è fatto praticamente nulla per la conservazione della natura. La scelta, anni fa, di affidare alle associazioni ambientaliste la gestione di alcuni territori, è un fatto di grande civiltà e apertura, che permette, tra l’altro, a diverse persone di lavorare, con orgoglio, a stretto contatto con la propria terra, un bene della comunità”.

Il personaggio. L’ex cacciatore diventato faro dell’ecologismo
Dopo essersi laureato in Architettura, abbandonò la professione per dedicarsi alla protezione della natura, fondando, nel 1966, il Wwf Italia del quale è presidente onorario.
Ex cacciatore, classe 1934, Fulco Pratesi rimane il faro vivente dell’ambientalismo italiano. è stato, tra l’altro, anche presidente della Lipu (lega italiana protezione uccelli), consulente di Italia Nostra, membro della Consulta per la difesa del mare e del Consiglio nazionale dell’ambiente. Non solo. Capendo l’importanza della divulgazione scientifica, Pratesi è giornalista specializzato in argomenti ecologici e naturalistici, collabora da molti anni con il Corriere della Sera e L’Espresso. Ha scritto, da solo o insieme ad altri, diverse guide e libri da lui stesso illustrati.
Nel campo, la sua è un’attività a 360 gradi. Ha progettato parchi e riserve, nel nostro Paese come all’estero. Non poteva mancare l’impegno politico a sostegno di una passione indomita: dall’aprile 1992 al marzo 1994 è stato deputato della Camera nel gruppo dei Verdi.
Dal marzo 1995 al 2005 ha ricoperto la carica di presidente del Parco nazionale d’Abruzzo.

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