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Messina – Provincia e consulenze inutili. Rinvio a giudizio per Leonardi

Francesco Torre

Messina – Provincia e consulenze inutili. Rinvio a giudizio per Leonardi

mercoledì 17 Novembre 2010 - 00:00

Nell’inchiesta anche l’ex direttore generale dell’ente, Raffa, e gli esperti Verbaro, Cuccia e Tommasini. Si va sul penale per gli incarichi assegnati dall’ex presidente tra 2003 e 2005

MESSINA – Dopo la condanna in appello della Corte dei conti (140.000 euro il danno erariale stimato), adesso arriva anche la richiesta di cinque rinvii a giudizio da parte della Magistratura ordinaria per le consulenze esterne affidate a Palazzo dei Leoni dal 2003 al 2005. A rispondere di abuso d’ufficio, nell’inchiesta nata proprio su input della Corte dei conti e condotta dal pm Liliana Todaro, l’ex presidente della Provincia regionale (nonché ex sindaco) Salvatore Leonardi, l’ex direttore generale dell’ente Giovanni Raffa e nella qualità di consulenti nominati il funzionario pubblico Francesco Verbaro, Matteo Cuccia e Raffaele Tommasini, quest’ultimo guarda caso storico legale proprio di Leonardi.
Al vaglio della Procura, soprattutto, i requisiti richiesti, dato che prima di effettuare le nomine e prevedere la copertura delle spese, Palazzo dei Leoni non avrebbe effettuato alcun controllo interno per capire se nel proprio organico vi fossero delle professionalità atte a ricoprire degnamente gli incarichi affidati agli esperti, così come prevede la legge. È il decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001, infatti, a disciplinare le cosiddette esternalizzazioni di attività, prevedendo tra l’altro, nell’art. 7, 6° comma, che “per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità: a) l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente, a obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell’amministrazione conferente;
b) l’amministrazione deve avere preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno”.
Per Verbaro si menziona la determina del 10 novembre 2003 con incarico biennale per la “rideterminazione della dotazione organica della Provincia” e compenso da 131 mila euro. Per Cuccia, invece, determina del 13 maggio 2004 per un progetto di formazione alle Pari Opportunità e compenso di 40 mila euro. Per Tommasini, infine, l’incarico era di “esperto nei settori amministrativi di opere pubbliche anche per i rapporti con i Comuni e della disciplina giuridica dei rapporti di lavoro del personale dipendente”, con un compenso di 63 mila euro. Udienza aggiornata al 18 novembre per le arringhe difensive.

Possibilità. Si rischiano dai sei mesi ai tre anni
MESSINA – Dopo il risarcimento di 140.000 euro, adesso Leonardi rischia anche una condanna da sei mesi a tre anni di reclusione per abuso d’ufficio, reato previsto dall’art. 323 del codice penale. E con lui gli altri indagati. Tra questi Raffaele Tommasini, l’avvocato di Leonardi, già precedentemente nominato dal decano della politica messinese consulente esterno quando occupava la poltrona di primo cittadino. Con Tommasini, inoltre, Leonardi aveva condiviso anche un’altra condanna dalla Corte dei conti (sentenza 3513 del 2004 per un’illecita liquidazione dell’indennità di risultato), nel periodo in cui insieme facevano parte della dirigenza dello Iacp.
Da parte nostra, consigliamo a tutti i nostri lettori di visitare ogni tanto il sito internet www.corteconti.it . Un ottimo modo per non dimenticare chi ci ha governato e chi ci governa. E per scegliere consapevolmente a chi affidare il proprio voto in futuro.

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