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Palermo – Rifiuti: non più “emergenza” ma consolidata inefficienza

Claudio Di Gesu

Palermo – Rifiuti: non più “emergenza” ma consolidata inefficienza

venerdì 26 Novembre 2010 - 00:00

A Palermo però la situazione è ormai cronica e la munnizza si accumula quotidianamente per le strade. Il significato letterale del termine definisce una situazione critica o imprevista

PALERMO – Il significato letterale di emergenza definisce una situazione critica, imprevista, di grave pericolo. Non è più così a Palermo. Il termine emergenza, riferito soprattutto ai rifiuti, mal si presta oramai a definire questa situazione.
Il ripetersi di tale accadimento non è più da considerare emergenza, bensì, consolidata inefficienza. Volere ricercare esattamente le cause e le responsabilità soggettive ma anche oggettive che hanno portato a questa indicibile e vergognosa situazione che si riferisce alla gestione amministrativa precedente dell’Amia, è oramai a carico della magistratura. Di tutto ciò ai cittadini di questa città, rimane però una lucida traccia, non solo in senso cronologico ma, anche e soprattutto, visivo e odoroso.
Sì, proprio così, la traccia delle malefatte precedenti si ripercuote inevitabilmente sulla città quando, a causa del semplice guasto di un’attrezzatura trituratrice a Bellolampo, la munnizza si accumula per le strade. Sarebbe più esatto dire che si accatasta, quasi a generare quadri nuovi di un’arte post-moderna di cui sicuramente i più farebbero a meno, generando olezzi ma anche percolato (sostanza vischiosa e putrida che si genera dalla putrefazione dei rifiuti) che, inevitabilmente, una volta passata “l’emergenza” lascia oltre che tracce visibili, anche puzzolenti e dannose per la salute pubblica.
Ci chiediamo perché questa città deve continuare a vivere sull’accaduto e non per quello che potrebbe accadere. Intendiamo con ciò sottolineare che, nelle moltitudini di azioni compiute da una sana amministrazione, sicuramente la prevenzione, dovrebbe essere prioritaria, cioè la sana disponibilità mentale a pensare ai cittadini come alla propria famiglia. Intanto per le strade di Palermo, nonostante in molte zone i maxi cumuli di rifiuti sono stati tolti, in altre, si assiste impotenti, alla genesi di montagne di rifiuti.
La foto dell’articolo ne è un esempio, in Via Paruta (zona alta di Corso Calatafimi) si sono formati almeno cento metri lineari di rifiuti che, sicuramente non contribuiscono, a una sana vivibilità degli abitanti della zona. Così è oramai, periodicamente, in tutte le zone della città, a ogni raffreddore o starnuto dell’Amia, la città, inderogabilmente è colpita da virus puzzolenti. La cronicità di questi eventi sta generando nel popolo palermitano tanta indignazione, ma anche quasi una sorta di rassegnata assuefazione.
L’unica cosa che rimane immutata, da parte dei depositari dei sacchetti, che a onor del vero non sanno più dove mettere, sono le imprecazioni nei confronti dell’amministrazione comunale: forti e chiare.

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