Artigiani siciliani senza risposte, richieste perpetrate da 10 anni - QdS

Artigiani siciliani senza risposte, richieste perpetrate da 10 anni

Michele Giuliano

Artigiani siciliani senza risposte, richieste perpetrate da 10 anni

mercoledì 08 Dicembre 2010 - 00:00

La denuncia della Cna: “Le nostre piattaforme rivendicative sostanzialmente tali e quali da un decennio”. Annosi i ritardi per il pagamento dei contributi per l’abbattimento degli interessi

PALERMO – Dieci anni, tante rivendicazioni, moltissimi problemi, risposte dalla Regione pari a zero. Il mondo delle imprese si lamenta della scarsa considerazione del governo siciliano rispetto alle esigenze delle aziende e del mercato del lavoro, oggi sprofondato all’ultimo posto in Italia per disoccupazione e tra gli ultimi in Europa.
Le organizzazioni di categoria ribadiscono che ancora oggi aspettano una svolta dalla Regione e che le piattaforme rivendicative sostanzialmente sono tali e quali da un decennio, semmai i punti critici incrementano. “Sentiamo in questi ultimi giorni – dice il segretario regionale della Cna, Mario Filippello – molte prese di posizione a favore del mondo dell’artigianato siciliano e ci auguriamo che ciò si traduca in un contributo alla rapida approvazione della finanziaria. Certo, tanta attenzione l’avremmo apprezzata anche negli anni passati, dal momento che molte delle nostre richieste sono le stesse da quasi dieci anni”.
C’è soprattutto una questione che resta ancora paradossalmente irrisolta e che affossa senza dubbio l’imprenditoria nel settore artigianale: i ritardi per il pagamento di contributi per abbattimento interessi e credito tramite Confidi. “Stiamo parlando di una vicenda annosa – aggiunge Filippello – perché infatti si trascina addirittura dal 2003”. Vicenda che però dovrebbe sbloccarsi proprio in questi giorni, almeno così pare: “Finalmente – rassicura il vicepresidente dell’Ars, Camillo Oddo – sono stati sbloccati 10.900.000 euro destinati a circa 37.000 imprese artigiane e commerciali. Si tratta di somme che restituiscono direttamente alle imprese il 50 per cento dei contributi per abbattimento interessi ottenuti tramite Confidi negli anni 2003, 2004 e 2005. Da tempo lavoriamo, non solo a livello normativo, per sbloccare il pagamento di contributi arretrati. In questo momento si tratta di una vera e proprie boccata d’ossigeno, utile alle imprese per superare questa fase di crisi”. A chi però insinua in quest’ultimo periodo che la classe artigianale oggi in questo governo trova maggior spazio, Filippello risponde così: “Per la verità – aggiunge – diciamo anche che gli artigiani siciliani e la Cna non sono rappresentati da questo o quel partito, ma dall’intera classe dirigente, dal momento che è interesse di tutta la Sicilia promuovere lo sviluppo dell’artigianato e della piccola e media impresa, cioè del vero motore dell’economia regionale”.
Dalla Commissione Attività produttive all’Ars intanto parte un’altra iniziativa per un’altra annosa questione per le imprese artigiane: “Si sta lavorando – rivela il vicepresidente della Commissione Attività produttive, Pino Apprendi – per lo snellimento della burocrazia e la riforma della legge 10 per rendere più moderno l’assetto dell’amministrazione regionale: sono passi fondamentali se vogliamo davvero sostenere l’imprenditoria siciliana. A queste misure bisogna affiancarne altre. E naturalmente bisogna fare in modo che, così come si chiede alle imprese di rispettare scadenze e obblighi, altrettanto faccia la Regione nei loro confronti”.

L’approfondimento. Per le imprese servono anche le riforme
Innegabile che quando si parla di imprese automaticamente spunta il problema burocrazia. “Si possono fare le riforme più belle del mondo, ma quando un imprenditore presenta una pratica e dall’altra parte dello sportello trova un funzionario che si gira dall’altra parte – dice il deputato regionale Antonello Cracolici – c’è poco da fare. Dobbiamo sconfiggere l’esercito di chi, di fronte ad una firma, ha il torcicollo. Dobbiamo pretendere che ci siano funzionari e dirigenti che si assumano le loro responsabilità, perché altrimenti si finisce per far ricadere tutte le colpe sulla politica”. Cracolici ha fatto presente che serve anche un cambio di mentalità di funzionari e dirigenti che fanno sovvertire l’andazzo delle cose: “Viviamo una fase complessa e difficile – ha aggiunto – ma ricca di opportunità: gli artigiani e le piccole e medie imprese, che rappresentano il motore della nostra economia, si aiutano soprattutto trasformando la Regione dal pachiderma che è stato fino ad oggi, in una macchina moderna e in grado di dare risposte ai cittadini e a chi fa impresa”. Il nuovo governo Lombardo è chiamato in tal senso a dare delle risposte concrete proprio sotto questo aspetto: questo probabilmente il compito più difficile.

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