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Palermo – Nessun wind shear a Punta Raisi la sicurezza dei voli può aspettare

Luca Insalaco

Palermo – Nessun wind shear a Punta Raisi la sicurezza dei voli può aspettare

mercoledì 29 Dicembre 2010 - 00:00

Dopo settimane di bagarre Enac ed Enav hanno deciso che il radar verrà sperimentato altrove. Lo strumento serve a prevedere le improvvise variazioni dell’intensità del vento

PALERMO – A Punta Raisi pare che la salute dei cittadini e la sicurezza dei voli non possano andare a braccetto. Enac ed Enav, dopo la bagarre delle ultime settimane, hanno deciso che per il momento il radar per il wind shear verrà sperimentato in un altro scalo italiano (si parla di Genova e Reggio Calabria). La decisione dei due enti ha scatenato la reazione del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, contrario alla sospensione della sperimentazione nello scalo palermitano. Il presidente dell’Enac, Vito Riggio, dal canto suo ha lamentato il mancato appoggio delle istituzioni regionali al progetto per il rilevamento del fenomeno atmosferico.
Il “Falcone – Borsellino” – va ricordato – è quello maggiormente esposto al wind shear, un fenomeno atmosferico consistente in una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione, particolarmente pericoloso in fase di decollo e di atterraggio. Nel 2008, ad esempio, sui 520 eventi registrati negli scali aerei nazionali, ben 214 si sono verificati a Palermo. L’ultimo evento registrato a Punta Raisi risale a qualche giorno fa, quando un aereo proveniente da Linate, in fase di atterraggio, è stato costretto a riprendere quota e ad atterrare a Catania.
Per il momento, dunque, Enav si limiterà a posizionare i sensori in aeroporto, per passare poi all’installazione degli anemometri per la rilevazione del wind shear a bassa quota. Per il completamento dell’impianto, ovvero per il posizionamento del radar Tdwr (Terminal doppler weather radar) occorrerà aspettare la sperimentazione condotta altrove. In caso di esito positivo, Enac ed Enac sono intenzionate a procedere a piedi uniti nell’installazione del sistema all’interno dell’ex base della Marina militare italiana. Da qui, però, secondo cittadini e sindaco di Isola delle Femmine, le onde elettromagnetiche del radar attraverserebbero tutto il centro abitato, mettendo a rischio la salute di chi vi abita.
Contro il posizionamento nel sito di proprietà del demanio si è espressa anche una commissione speciale mista istituita presso la Presidenza della Regione, propensa ad individuare un sito alternativo a quello prescelto, dal quale, tra l’altro, la pista potrebbe essere coperta in modo ottimale. Sull’appalto per la realizzazione dell’impianto – da realizzare con circa 7 milioni di euro di fondi comunitari – hanno messo gli occhi anche i magistrati della Procura romana che stanno indagando sui vertici dell’Enav e su una società privata a cui venivano appaltati i lavori.



Disservizi. Apprendi (Pd): “È impossibile segnalarli all’Enac”
PALERMO – “Ho sperimentato personalmente che, se ti capita un disservizio in aeroporto, può risultare impossibile segnalarlo all’Enac: sarò ‘costretto’ a rivolgermi ad un’autorità terza, segnalando che mi è stato di fatto impedito di sporgere un reclamo”. Lo ha detto Pino Apprendi, parlamentare regionale del Pd. “Sono atterrato a Punta Raisi con un volo Alitalia proveniente da Roma – ha raccontato Apprendi – ma una volta fermi le portiere non si sono aperte e per circa 15 minuti 180 persone sono rimaste ‘ostaggio’ all’interno dell’aereo: ho provato a segnalare questo disservizio all’Enac, ma a quel punto è iniziata la disavventura. Infatti lo sportello all’interno del ‘Falcone-Borsellino’ è nella vecchia aerostazione, che deve essere raggiunta a piedi. Allora ho provato a telefonare al numero verde: dodici tentativi in trenta minuti, tutti a vuoto perché alla fine cadeva sempre la linea”. Da qui l’esposto presentato dal deputato a tutte le autorità competenti.

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