Dalla Regione 6,5 mln per 8.400 stagisti insorgono i sindacati: “Nuovo precariato” - QdS

Dalla Regione 6,5 mln per 8.400 stagisti insorgono i sindacati: “Nuovo precariato”

Massimo Mobilia

Dalla Regione 6,5 mln per 8.400 stagisti insorgono i sindacati: “Nuovo precariato”

giovedì 06 Gennaio 2011 - 00:00

E’ polemica sul bando dell’assessorato al Lavoro rivolto agli enti no profit per assumere giovani a 500 euro al mese. “Basta con il clientelismo”. Piraino: “Non ritiro il bando. è politica sociale per i più deboli”

PALERMO – “Non ho nessuna intenzione di ritirare il bando”. Lo ha detto ieri l’assessore regionale al Lavoro, Andrea Piraino, sbattendo la porta in faccia a chi lo aveva duramente contestato di “creare nuovo precariato” con l’avviso da 6,5 milioni di contributi, pubblicato il 31 dicembre, che la Regione mette a disposizione di enti e associazioni di volontariato per assumere 8.400 stagisti, con contratti a durata massima di un anno e per una paga da 500 euro al mese.
Il provvedimento firmato da Piraino ha ricevuto le attenzioni dei sindacati, con Confindustria e Cisl in testa che ne hanno chiesto il ritiro. “È un’iniziativa che non comprendo – ha detto il presidente degli industriali, Ivan Lo Bello. Crea aspettative di precariato e non contribuisce allo sviluppo. Spero che la Regione lo riveda. La situazione è già drammatica: un giovane siciliano su due non lavora”.
La Cisl teme, invece, di trovarsi di fronte ad un nuovo “articolo 23”. Daniela De Luca, della segreteria regionale ha affermato l’inopportunità del decreto “sia perché adottato mentre è in corso, tra Regione e parti sociali, un confronto a tutto campo con sindacati e imprese, sia perché estraneo alla cultura dello sviluppo e a quella della promozione sociale”. Un coro a cui si sono associate anche le segreterie regionali di Uil e Cgil.
L’assessore Piraino si era subito difeso affermando che si tratta di “un normale bando per assegnare delle borse lavoro e delle borse di impiego a inoccupati, disabili o soggetti disagiati e appartenenti a categorie deboli in genere. Non c’è nessuna prospettiva di precarizzazione dei rapporti, un sistema che invece la Regione ha già chiuso per sempre. Sono provvedimenti – ha precisato – di politica sociale e non iniziative per lo sviluppo e per il lavoro, per cui il governo sta attuando ben altre misure”.
Entrando nel merito del bando, infatti, si tratta della terza tranche di un progetto iniziato a metà 2010, su input dell’allora assessore Lino Leanza, e che vale complessivamente 20 milioni: nei primi due step era destinato a offrire alle famiglie indigenti beni di consumo e assistenza socio-sanitaria. Ora è scattata la fase destinata al “sostegno dell’occupazione delle fasce deboli”. Il tutto attraverso borse di lavoro (cioè stage presso aziende finanziati dalla Regione) o iniziative di Job e Enteprise creation (cioè creazione di micro imprese). Ma i sindacati e l’opposizione non ci stanno e continuano ad accusare il governo Lombardo di seguire la strada del “clientelismo”.
“Tutte polemiche strumentali – secondo Piraino – Questa misura di sostegno per categorie in difficoltà risale al 2009, perché tutto questo polverone non fu sollevato allora subito dopo l’approvazione in giunta?”.

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