Lombardo a Roma chiede collaborazione - QdS

Lombardo a Roma chiede collaborazione

Raffaella Pessina

Lombardo a Roma chiede collaborazione

mercoledì 12 Gennaio 2011 - 00:00

Lamenta, il governatore, l’inapplicazione dell’art. 21 dello Statuto. Savona, presidente commissione Bilancio entra ufficialmente nell’Mpa

PALERMO – Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, auspica che i rapporti tra il Governo nazionale e la Regione autonoma diventino più collaborativi. Al termine di un incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Lombardo riferisce di aver avuto da parte del premier l’assicurazione di un’attenzione ai problemi come merita una grande regione come la Sicilia. “Ho ricevuto la disponibilità, che va verificata, a che alcuni atteggiamenti cambino da parte del governo. Mi auguro – prosegue Lombardo – che ci si incammini sulla strada della collaborazione piuttosto che su quella del non dialogo e, per qualche verso, dell’incomprensione”. Il governatore della Sicilia cita come esempio la mancata applicazione dell’articolo 21, che prevede che per ogni provvedimento assunto dal CdM e riguardante la regione Sicilia e’ necessaria la presenza del presidente della Regione. “Norma – critica Lombardo – non rispettata e che ci porterà ad impugnare alcuni provvedimenti varati dal governo”.
Durante l’incontro, Berlusconi e Lombardo hanno affrontato temi di carattere finanziario, spiega il governatore concludendo: “siamo rimasti che ci sarà un approfondimento. Approfondimento che il presidente ha affidato a Letta e ai ministri competenti”. Sulla vicenda è intervenuto il coordinatore del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione, “Il presidente Berlusconi non ha mai negato incontri quando il tema in discussione è la Sicilia, ma per dirimere questioni importanti ci vuole un governo regionale che abbia idee e quello di Raffaele Lombardo non ha neanche insediato la Commissione paritetica sul federalismo mentre si parla di costi standard e di autonomia tributaria. Intanto intervengono sulla questione del federalismo applicato al Sud i Ministri per la semplificazione Roberto Calderoli e per gli Affari Regionali Raffaele Fitto. Calderoli ha dichiarato: “Il federalismo è una riforma che deve essere approvata da ‘’un’ampia maggioranza’. Una maggioranza che ‘può arrivare anche all’80%’, fatta da tutti quelli che ci stanno e che la riforma farà bene anche alle Regioni del Sud”. “Napoli avrà quanto Milano – dice Calderoli – E non solo le grandi città ma anche i piccoli Comuni avranno le risorse necessarie per erogare i servizi, indipendentemente dal gettito fiscale”. Calderoli, inoltre, si dice d’accordo con la proposta di Baldassarri di allargare ai Comuni la partecipazione all’Iva mentre non condivide quella di scaricare l’Ici sull’Irpef.
L’approvazione della riforma dovrebbe arrivare per il 23 gennaio. Ottimismo anche da parte del Ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto che sostiene che la riforma federalista avrà il parere favorevole del Parlamento e introdurrà un miglioramento della qualità della spesa pubblica obbligando le classi dirigenti ad una maggiore responsabilizzazione. “Il federalismo, insieme al piano per il Sud, secondo Fitto, potrà giovare anche alle regioni del Mezzogiorno, dove esiste una situazione che non è più tollerabile. Il piano per il Sud è l’altra faccia del federalismo – aggiunge Fitto – si interviene in modo strutturale sui metodi della spesa, soprattutto si applica finalmente un principio fondamentale, quello del potere sostitutivo, ovvero si sostituisce l’organo inadempiente nelle fasi di attuazione di un progetto”. Intanto continua l’assestamento tra i partiti in Sicilia.
Lunedì sera a Palermo, si è svolta una manifestazione che ha ufficializzato l’ingresso di Riccardo Savona, presidente della Commissione Bilancio e Finanze all’Ars nell’Mpa di Raffaele Lombardo, presente all’incontro. “Inizia un nuovo percorso a fianco del presidente Lombardo, nel nuovo Mpa – ha detto Savona – “Conosco il presidente da tanti anni, e ribadisco la mia fiducia a lui, come uomo che è riuscito a rompere un sistema ormai incrostato ed a avviare delle riforme. È tempo di rifondare un nuovo Mpa, che offra concretezza ad una terra che ha diritto, titolo e bisogno. Si deve ripartire dalle attività produttive e dalle riforme, prima fra tutte la formazione. è necessario puntare sul sistema produttivo per innescare un circolo virtuoso che porti sviluppo e lavoro”.

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