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Palermo – Criminalità: il “violento controllo”. Giudici e pm: gli organici carenti

Agostino Laudani

Palermo – Criminalità: il “violento controllo”. Giudici e pm: gli organici carenti

martedì 01 Febbraio 2011 - 00:00

Ricordati i grossi successi nella lotta alla mafia. “Limitata la reazione degli imprenditori alle estorsioni”. Anno giudiziario, il presidente Oliveri traccia il quadro tra vuoti e scoperture

PALERMO – Piante organiche dei magistrati ordinari ed onorari palesemente inadeguate in relazione all’aumento delle cause sia civili che penali e rilevanti scoperture che ostacolano l’ordinato svolgimento dell’attività. Anche quest’anno l’allarme sulle carenze d’organico di giudici e pm si è levato alto, nella cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Se alla Corte d’Appello mancano 10 giudici, con un tasso di scopertura del 15,87%, va un po’ meglio alla Procura generale in cui i posti vuoti sono 2. A star peggio, per quanto riguarda i Tribunali del distretto sono Trapani e Marsala con una scopertura del 20% . Seguono Agrigento e Termini Imerese, con una scopertura del 18%, Sciacca del 10 e Palermo del 9,60. Non stanno meglio le Procure della Repubblica: a Palermo mancano 17 pm, con una scopertura del 23,61%;ad Agrigento 5 (33,33%), a Trapani 4 (30,77%), a Marsala 4 (44,44%) a Termini 5( 50,00%) a Sciacca 3 (60,00%).
A illustrare vuoti e scoperture è stato il presidente della Corte d’appello di Palermo Vincenzo Oliveri, che ha anche commentato lo scenario giudiziario nazionale. “Nell’ultimo anno c’é stato un crescendo di insulti e di gravissimi attacchi all’indipendente esercizio della funzione giudiziaria, ampliati da inusitato clamore mediatico. è stato preannunciato un progetto di riforma costituzionale ben definito – ha detto – il cui risultato, se dovesse avere successo, avrebbe l’effetto di frantumare i principi del costituzionalismo moderno, come la separazione dei poteri, l’eguaglianza dinanzi alla legge e il primato delle libertà fondamentali, a cui presidio sono posti gli organi di garanzia, tra i quali la Corte Costituzionale e la Magistratura.
“Noi – ha spiegato introducendo la relazione sullo stato della giustizia nel Distretto giudiziario di Palermo – accusati da anni di usare a fini di lotta politica le prerogative connesse alla funzione di magistrati, la supercasta, indicati come ceto privilegiato, irresponsabile, incapace di porre rimedio allo sfascio organizzativo, siamo qui oggi non per rispondere a questi insulti perché servirebbe soltanto a dare loro risonanza. Al contrario, noi siamo qui oggi per testimoniare il nostro impegno – conclude – ad offrire un servizio giustizia degno di questo nome”.
Quanto all’incidenza della criminalità, Oliveri ha detto che “Cosa nostra continua ad esercitare il suo diffuso, penetrante e violento controllo sulle attività economiche, sociali e politiche del territorio”. Il presidente ha ricordato i grossi successi dell’ultimo anno nella lotta alla mafia, citando gli arresti di pericolosi latitanti palermitani come Mimmo Raccuglia e Giovanni Nicchi e come gli agrigentini Gerlandino Messina e Giuseppe Falsone e ha sottolineato la ripresa delle collaborazioni con la giustizia definendo “vincente la strategia di fare terra bruciata attorno ai capimafia latitanti”. Ha infine ricordato con amarezza che, pur in presenza della nascita di associazioni antiracket, sia ancora limitato il fenomeno della reazione degli imprenditori al fenomeno delle estorsioni.


Illegalità. Pubblica amministrazione reati in aumento
PALERMO – Aumentano gli omicidi volontari e colposi, crescono i reati contro il patrimonio e quelli contro la pubblica amministrazione. Crescono anche le violenze sessuali e i reati di pedofilia. Ancora elevati i procedimenti per spaccio e traffico di droga, come pure i reati societari e di bancarotta e usura. è l’allarmante quadro della criminalità nel distretto giudiziario illustrato dal presidente Oliveri, che ha inoltre sottolineato la gravità dei reati contro la pubblica amministrazione. Dalle indagini, ha detto, emerge “un crescente, desolante quadro di illegalità diffusa nella gestione della cosa pubblica”“. I reati di questo genere sono passati dai 771 ai 2280.Oliveri ha espresso preoccupazione per “il numero sempre più rilevante degli abusi su minori. Quanto ai procedimenti per spaccio di droga: sono stati 1787, mentre 37 quelli per associazione a delinquere finalizzata al traffico degli stupefacenti. Allarmanti anche i dati sui procedimenti per usura passati da 54 a 132 e di truffa (6826 contro i 2689).

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