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Catania – L’abusivismo regna incontrastato ma i vigili tengono gli occhi chiusi

Antonio Borzi

Catania – L’abusivismo regna incontrastato ma i vigili tengono gli occhi chiusi

mercoledì 02 Febbraio 2011 - 00:00

L’assessore Cannizzo evidenzia la scarsa informatizzazione della Polizia municipale. Troppe scartoffie. Pochi controlli: non si riesce a porre un freno al commercio irregolare

CATANIA – Uno degli slogan di maggior successo nelle campagne elettorali è la lotta per riportare la sicurezza sulle strade cittadine e contrastare aspetti come il commercio illegale, che nutrono la malavita organizzata. Un aspetto, quello dei commercianti abusivi, spesso sottovalutato ma che colpisce un enorme numero di piccole attività criminose che vedono coinvolti sia cittadini catanesi che extracomunitari.
Da questo punto di vista i controlli del Corpo dei Vigili urbani dovrebbero essere al primo posto, rappresentando un aspetto vitale nella corsa alla legalità della città. Oltre alle attività di regolamentazione del traffico, infatti, la Polizia municipale dovrebbe controllare i principali mercati cittadini e contrastare le attività di vendita di materiale contraffatto. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti. Basta andare, soprattutto nelle ore pomeridiane, in corso Sicilia o in viale Mario Rapisardi per accorgersi come di operatori irregolari ce ne siano in abbondanza. Per non parlare di quanto sia anche sgradevole dover passeggiare la domenica mattina in un lungomare assediato da bancarelle improvvisate. Senza che nessuno intervenga.
Difficoltà, quelle appena elencate, di cui prende atto lo stesso assessore comunale alle Attività produttive, Franz Cannizzo. Con l’ausilio dei vigili il suo assessorato dovrebbe stroncare sul nascere certe situazioni, ma la realtà, purtroppo, è ben diversa.
“Un problema, quello dei vigili urbani – ha detto Cannizzo – che, oltre al noto aspetto numerico, riguarda diversi aspetti come la qualità, l’efficienza e l’efficacia di una struttura non al passo con i tempi e che vede vanificati i numerosi sforzi che facciamo di comune accordo con i vigili”.
“Ritengo fondamentale – ha spiegato l’assessore della Giunta guidata da Raffaele Stancanelli – l’informatizzazione di tutte le pratiche del Corpo di Polizia municipale. Non è ammissibile che si continui ancora in questo modo, con pratiche che vedono impegnati i vigili più tempo in ufficio rispetto a quello speso sulle strade”.
Un’informatizzazione oggetto da tempo di progetti più o meno fantasiosi che hanno trasformato una questione normale per un’epoca come la nostra in una grande tappa da raggiungere. Ma quando si potrà raggiungere quell’informatizzazione tanto chiacchierata?
“Stiamo lavorando alacremente – ha detto Cannizzo – e crediamo di potere raggiungere i nostri obiettivi nel giro di alcuni mesi”.
Nell’attesa che qualcosa si compia – anche se, come traspare dalla parole di Cannizzo, tempi certi non ce ne sono – viviamo nello stesso stato che da tempo avvolge questa città. Una città in cui vi sono quartieri periferici dove non si vede l’ombra di un vigile urbano, dove le forze si concentrano (quando lo fanno) sul salotto buono disinteressandosi spesso di fette di territorio troppo ampie per essere ignorate.

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