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Palermo – Un sindaco e quattro inchieste

Agostino Laudani

Palermo – Un sindaco e quattro inchieste

giovedì 17 Febbraio 2011 - 00:00

La nuova accusa è di abuso d’ufficio. Altre indagini su barca e skipper, rifiuti, smog in città. Fece pulire una strada privata per il battesimo della figlia: Cammarata indagato

PALERMO – Il sindaco Diego Cammarata avrà nuove occasioni per frequentare le aule dei tribunali. La Procura di Palermo ha infatti aperto un fascicolo nei suoi confronti, per abuso d’ufficio, perchè avrebbe fatto pulire una strada privata dagli operai della Gesip, società interamente partecipata dal Comune, in occasione del battesimo della figlia, nel giugno 2009. La strada, via Salita del Convento, conduce alla chiesa di Santa Maria la Reale, dove la piccola è stata battezzata.
Con Cammarata sono indagati anche funzionari della Gesip, la società in cui lavora Franco Alioto, lo skipper assente dal lavoro perché impiegato dal sindaco per la manutenzione della sua barca. La vicenda dello “skipper pubblico in la barca privata” (seppur del sindaco!) ha portato all’apertura di un’altra indagine sulla quale il Gup dovrebbe pronunciarsi nei prossimi giorni per l’eventuale rinvio a giudizio.
Cammarata resta coinvolto anche in altre due indagini giudiziarie: una riguarda la gestione della discarica dei rifiuti a Bellolampo e l’altra la mancata attuazione di misure antismog in città.
BELLOLAMPO – Per quanto riguarda il sito di Bellolampo, le ipotesi di reato spaziano dal disastro doloso all’inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva di discarica all’abbandono di rifiuti speciali. Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l’Amia (la società per l’igiene ambientale controllata dal Comune e attualmente in amministrazione straordinaria) e la discarica di Bellolampo.
ARIA INQUINATA – Sull’eccesso di smog in città, con polveri sottili anche cinque volte superiori ai limiti previsti, registrate tra il 2001 e il 2006, il sindaco Diego Cammarata è finito sotto processo assieme agli assessori comunali all’Ambiente dal 2001 al 2007 Lorenzo Ceraulo e Giovanni Avanti. I capi d’accusa sono omissione di atti d’ufficio e emissione di sostanze pericolose e nocive. L’’indagine era partita nel 2005 dopo la presentazione di un rapporto dei Vigili urbani.
Adesso, quest’ennesima tegola giudiziaria caduta sulla testa del sindaco scaturisce da una denuncia presentata alla Polizia dai sindacati, relativamente alla pulizia “sospetta” della strada privata. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal pm Laura Vaccaro.

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