I rischi della contraffazione per il consumatore - QdS

I rischi della contraffazione per il consumatore

Nunzia Scandurra

I rischi della contraffazione per il consumatore

sabato 26 Febbraio 2011 - 00:00

I falsi utilizzano spesso materiali tossici e cancerogeni

CATANIA – Sempre più spesso sentiamo parlare di contraffazione; cerchiamo di capire in cosa consiste e cosa si può contraffare.
Incontriamo il termine contraffazione nel Codice penale fra “i delitti contro la fede pubblica”. Il legislatore punisce chi materialmente, contraffà o altera i marchi o i segni distintivi, a seconda dei casi, con la reclusione da sei mesi a tre anni o da un anno a quattro anni e con la multa da 2.500 a 35.000 euro. La contraffazione dunque consiste nella riproduzione consapevole, più o meno fedelmente, di un prodotto sul quale non si ha titolo e la cui proprietà industriale è tutelata secondo le norme e gli accordi vigenti a livello nazionale, europeo ed internazionale.
Il legislatore, proprio per arginare questo grave problema sanziona anche chi introduce (reclusione da uno a quattro anni e multa da 3.500 a 35.000 euro) o fa circolare questi oggetti falsi (reclusione fino a due anni e con la multa fino a 20.000). Oltre che dei reati penali, il venditore dovrà rispondere di una sanzione pecuniaria da 20.000 ad 1.000.000 di euro.
Per il consumatore, l’acquisto di oggetti non originali non sembra suscitare delle preoccupazioni, ma non dovrebbe esser così: oltre ad essere un reato, è un pericolo per la salute e per gli equilibri economici ed occupazionali italiani, e non solo.
Infatti chi acquista tali oggetti risponderà, come previsto dalla L.80/2005, del reato di ricettazione (reclusione da due ad otto anni e con la multa da 516 a 10.329 euro) e della sanzione amministrativa (da 500 a 10.000 euro). In più la produzione di questi oggetti, sempre più spesso mette a rischio la nostra salute poiché per gli stessi vengono utilizzati coloranti cancerogeni, materiali tossici o altre sostanze dannose che possono procurare gravi patologie.
Il codice del consumo, in proposito, prevede che tutta la merce abbia un’etichetta in lingua italiana e che molti prodotti debbono avere la marcatura CE, che indica la conformità del prodotto alla normativa europea. Le sanzioni per il venditore in questo caso variano dalla tipologia del prodotto posto in vendita e possono essere sia pecuniarie che penali.
Oggetti”falsi” si possono trovare anche in mercati importanti e girando per le strade delle città. A volte sembra difficile distinguere un prodotto “originale” da uno contraffatto.
È necessario, pertanto, oltre alle pene già previste, sostenere campagne educative per un consumo ponderato e responsabile. La città di Catania è particolarmente attenta a questo fenomeno, infatti è stata la prima della Sicilia, dal settembre 2010, ad aderire alla campagna nazionale per la lotta alla contraffazione “Io non voglio il falso”.

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