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Catania – Caos nei mercati rionali coperti

Antonio Borzi

Catania – Caos nei mercati rionali coperti

martedì 01 Marzo 2011 - 00:00

Concorrenza sleale da parte degli abusivi, che colonizzano i quartieri di Picanello e S. Cristoforo. I regolari sono costretti a operare in condizioni ai limiti della sicurezza

CATANIA – Sporchi, degradati e assolutamente non sfruttati a dovere.
Questa è la condizione dei mercati rionali coperti di Picanello e San Cristoforo, che dovrebbero rappresentare per questi quartieri popolari l’occasione per alimentare il commercio di materie prime a contatto con i cittadini.
Da qualche tempo a questa parte, però, il Comune sembra essersi dimenticato di queste importanti risorse che stanno lentamente morendo. Una morte provocata dalla mancanza di manutenzione, dalle carenti condizioni strutturali e da una mancanza di attenzioni che rende poco appetibile l’acquisto di una licenza all’interno dell’area mercatale. La rende poco appetibile anche perché a poche centinaia di metri pullulano gli operatori abusivi, che munendosi della “lapa d’ordinanza” riescono a fare affari migliori.
A ricordare a gran voce come così non si possa più andare avanti sono gli operatori dei mercati, che pretendono le giuste attenzioni da parte dell’amministrazione. La mancanza di un piano preciso e, quindi, il futuro incerto stanno diventando un pesante fardello di chi cerca in tutti i modi di essere onesto. Abbiamo chiesto ad Alessandro Condorelli, presidente della municipalità Picanello-Ognina, se attorno al mercato coperto vi siano dei progetti o delle iniziative.
“Un progetto – ha spiegato – era stato presentato circa un anno fa all’amministrazione. In questo piano si doveva modernizzare l’intera area mercatale con un project financing in grado di permettere la costruzione di due parcheggi: uno al piano inferiore e uno in quello superiore”.
Un investimento dunque interamente privato che avrebbe potuto mettere la parola fine ai disservizi che ogni giorno operatori e cittadini sono costretti ad affrontare, “invece – ha aggiunto Condorelli – non abbiamo ricevuto nessuna risposta e gli operatori sono costretti a vivere in condizioni disastrose con un giro d’affari ridotto e un futuro incerto”.
Si continua insomma con il solito andazzo e senza il minimo controllo a tutela di coloro i quali vogliono commerciare in modo regolare. In questo modo il dislivello fra furbi e onesti diventa quasi incolmabile. Gli onesti sono costretti a operare fra mattonelle saltate e calcinacci, mentre gli irregolari hanno il proprio posto itinerante senza essere controllati e, soprattutto, sanzionati.
L’assessore comunale alle Attività produttive, Franz Cannizzo, ha più volte ricordato come il suo operato sia condizionato all’azione delle Forze dell’ordine, che devono controllare il territorio. C’è però anche da sottolineare come il non mettere al centro dell’attenzione le periferie faccia sentire sempre di più chi vi lavora solo e senza quella doverosa tutela che dovrebbero dare le istituzioni.

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