Al voto con la riforma, ora tocca al Bilancio - QdS

Al voto con la riforma, ora tocca al Bilancio

Raffaella Pessina

Al voto con la riforma, ora tocca al Bilancio

venerdì 25 Marzo 2011 - 00:00

Dopo l’approvazione di due leggi, l’Aula Ars riprende i lavori martedì. Leontini (Pdl): “Dal Governo ancora la finanziaria non è pronta”

PALERMO – Riprenderanno martedì della prossima settimana i lavori dell’Assemblea regionale. Mercoledì scorso, a tarda sera, il Parlamento siciliano ha finalmente approvato la riforma della legge elettorale con 47 voti a favore, 15 contro e 2 astensioni. Martedì invece era stata approvata la legge sulla trasparenza amministrativa.
Il capogruppo del Pd all’Ars Antonello Cracolici si è dichiarato soddisfatto del risultato dopo un “percorso sofferto”, e il segretario del partito Giuseppe Lupo ha parlato di “una maggioranza che esce rafforzata”, il Pdl, contrario alla riforma.
“Sono due leggi che faranno un pezzo di storia della Sicilia” ha commentato Cracolici “legge elettorale che è perfettibile, ma che in un momento di confusione politica, di nascita e di morte dei partiti, dove si cambia partito come si cambia un paio di calzini, vuole rimettere al centro il rigore e la serietà della classe dirigente politica”. Il documento è stato approvato da Mpa, Fli, Udc e Pd. Nel corso di una conferenza stampa organizzata ieri dai capigruppo della maggioranza, Cracolici ha accennato all’assenza di Francesco Cascio durante la votazione, del quale invece sarebbe stata “gradita” la presenza. “Non posso essere sempre presente, lo sono sempre stato, e in questa assenza non c’è nessun significato politico”, ha commentato il presidente Cascio, a margine di un’altra conferenza stampa tenutasi ieri mattina nella sala rossa di Palazzo dei Normanni. “Se il mio partito mi avesse sostenuto di più…” Un’affermazione alla quale Innocenzo Leontini, capogruppo Pdl, ha risposto poco dopo rassicurando “non ci sono state distanze”. Leontini, che ieri ha tenuto a sua volta una conferenza stampa, si è dichiarato soddisfatto per la legge sulla semplificazione e per aver portato l’annullamento del ballottaggio nei comuni da 10.000 a 15.000, ma deluso perchè non è stato approvato anche per i comuni maggiori.
“La fase di ballottaggio è quella in cui si ha il maggiore inquinamento politico: è stata una legge poco coraggiosa”. Nonostante la nuova sicurezza della maggioranza, che è derivata dall’approvazione di queste leggi, Leontini prevede i nuovi impedimenti del governo Lombardo, un presidente che ha definito”traditore” e “trasformista”. “Tutte le contraddizioni – accusa Leontini – le vedremo con la legge finanziaria: la legge non è pronta, le altre leggi non ci sono, le piccole e medie imprese vivono nell’angoscia. Da quando c’è Lombardo il bilancio dura da giugno a settembre, quando vengono bloccate le spese”.
Un altro attacco poi arriva da Leontini sulla legge che riguarda la seconda preferenza di genere. Un emendamento esterno, promosso dalle uniche tre donne all’Ars, le deputate Giovanna Caronia (Pid), Giulia Adamo (Udc) e Concetta Raia (Pd), ma che è stato votato con voto segreto e respinto. Non sono mancati i diversivi nel corso della serata di mercoledì scorso in Aula. In particolare Cateno De Luca – che ha annunciato di passare al gruppo misto, lasciando il Pdl, al quale aveva dato la propria adesione “tecnica” – ha espresso la sua contrarietà alla legge elettorale con una clamorosa protesta, culminata con l’occupazione della tribuna dalla quale aveva sviluppato il suo intervento. Il presidente Formica ha dovuto interessare i deputati questori e chiedere l’intervento degli assistenti parlamentari per consentire la normale ripresa dell’attività d’Aula.
Alla fine però, dopo una breve sospensione dei lavori, De Luca ha dichiarato di abbandonare Sala d’Ercole.
Nel corso della seduta sono stati presentati due ordini del giorno: il primo, accolto favorevolmente dal governo, riguarda le iniziative da adottare a sostegno delle attività turistiche nella provincia di Trapani, “compromesse dalla chiusura dell’aeroporto di Birgi”; il secondo – accettato come raccomandazione – riguarda le iniziative urgenti da decidere per scongiurare “possibili crisi in seguito alla istituzione del villaggio della solidarietà di Mineo”.

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