Il Piano Salute spinge alla prevenzione - QdS

Il Piano Salute spinge alla prevenzione

Lucia Russo

Il Piano Salute spinge alla prevenzione

venerdì 01 Aprile 2011 - 00:00

I punti più importanti del nuovo programma che contempla un controllo costante e valutazione delle varie attività. Quattro le sezioni del documento che per ciascuna branca medica indica il percorso assistenziale

PALERMO – Il Piano della Salute 2011-2013 della Regione siciliana interviene dopo più di dieci anni, l’ultimo piano, infatti, risale al 2000. Presentato martedì alla commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana, esso contiene le linee di sviluppo programmatiche a cui deve essere improntata l’azione dell’assessorato e delle Aziende sanitarie fino al 2013.
Tra novembre 2010 e gennaio 2011 il Piano è stato già presentato a operatori e cittadini nelle nove province durante le “Giornate della salute”.
L’offerta dei servizi viene articolata in un sistema di rete, esteso in modo capillare a tutto il territorio regionale, rispondente agli effettivi bisogni di salute della popolazione.
Si tratta di uno strumento flessibile perchè può essere soggetto – è scritto nel comunicato stampa della Regione – ad aggiornamenti, approfondimenti ed integrazioni in relazione ad eventuali esigenze sociosanitarie emergenti o a nuove disposizioni normative.

Più assistenza territoriale e riqualificazione di quella ospedaliera

Il Piano da un lato promuove il territorio quale sede primaria di assistenza e di governo dei percorsi sanitari con la realizzazione di un sistema che costituisca un forte riferimento per la prevenzione, la cronicità, le patologie a lungo decorso e la personalizzazione delle cure; dall’altro, pone le condizioni per la riqualificazione dell’assistenza ospedaliera puntando all’appropriatezza dei ricoveri, dall’acuzie alla riabilitazione e alla lungodegenza.
Il Piano della Salute è articolato in quattro sezioni principali.

La prima, “Analisi di contesto”, comprende un approfondimento del profilo demografico, biostatistico, epidemiologico e socio-economico della popolazione siciliana distribuita nelle nove province, finalizzata all’individuazione del fabbisogno di salute.
La seconda sezione, “La risposta di salute in Sicilia”, mette in evidenza la rilevanza strategica, sia dal punto di vista sociale che sanitario, dell’attività di prevenzione nei diversi ambiti specialistici, compresi quelli alimentare, veterinario e dell’ambiente.
Prevede una parte dedicata alla centralità del territorio con la riorganizzazione dell’assistenza primaria, il potenziamento della rete assistenziale territoriale e l’implementazione di più qualificati modelli di cura per la gestione delle cronicità e la continuità assistenziale. Viene dato rilievo alle tematiche relative all’integrazione sociosanitaria includendo la non autosufficienza, le disabilità e gli immigrati, le politiche del farmaco, la nuova configurazione dell’offerta ospedaliera secondo il principio delle reti integrate e l’applicazione del modello “hub & spoke”, le innovazioni del sistema di emergenza-urgenza e l’assistenza nelle isole minori.
La terza sezione, “Aree prioritarie di intervento”, delinea specifici ambiti di intervento in aree di peculiare interesse quali la salute della donna e del bambino, l’area oncologica, l’area cardiologica, le neuroscienze, la gestione del politraumatizzato, l’area dei trapianti e il Piano sangue, l’area della salute mentale e le dipendenze. Per ciascuna area viene trattato l’intero percorso assistenziale.
La quarta sezione, “Qualità, ricerca e sviluppo”, affronta temi trasversali ai vari ambiti specialistici, di fondamentale importanza per la riqualificazione del sistema sanitario e per la sua misurabilità, tra i quali si annoverano il miglioramento della qualità, il governo clinico e la sicurezza dei pazienti, la formazione degli operatori, la comunicazione/consenso informato, la ricerca e la programmazione degli investimenti nonché le modalità di monitoraggio e valutazione delle azioni inerenti l’attuazione del Piano.


Per l’elaborazione del piano coinvolte anche l’Anci e l’Unione delle province regionali
Ecco tutte le principali tappe del Piano della Salute 2011-2013:

Maggio 2009: istituzione dell’area interdipartimentale 2 “Ufficio del Piano di rientro”, all’interno del quale è prevista anche la competenza per la redazione e il monitoraggio dell’attuazione del piano sanitario.

Agosto 2009: avvio dei lavori, ricognizione dei piani sanitari delle altre regioni e attivazione dei tavoli di lavoro tematici con gli esperti e le associazioni dei malati.

4 agosto 2010: pubblicazione sul sito del testo e presentazione alle aziende sanitarie, sindacati, società scientifiche e Consulta della salute per osservazioni ed emendamenti.

9 settembre 2010: prima audizione della Consulta.

23 novembre 2010: seconda audizione della Consulta e acquisizione del parere favorevole definitivo.

26 novembre 2010: audizione della “Conferenza permanente per la programmazione socio sanitaria” (con i rappresentanti dei sindaci delle nove province).

16 dicembre 2010: audizione a Palermo di ANCI (Associazione nazionale dei Comuni) e UPRS (Unione delle Province Regionali).

17 dicembre 2010: audizione a Catania di ANCI e UPRS.

28 dicembre 2010: nuova audizione della “Conferenza permanente”

18 gennaio 2011: il documento, comprensivo di tutti gli emendamenti pervenuti, viene sottoposto all’esame della Commissione Sanità dell’Ars per il parere vincolante. Dal mese di febbraio ciclo di 15 audizioni con tutti gli stakeholders del sistema salute e del partenariato sociale.

24 marzo 2011
: approvazione del Piano con parere positivo unanime.

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