Nuclei alluvionati ritrovano casa, ma la normalità è lontana - QdS

Nuclei alluvionati ritrovano casa, ma la normalità è lontana

Francesco Torre

Nuclei alluvionati ritrovano casa, ma la normalità è lontana

sabato 09 Aprile 2011 - 00:00

La nuova perimetrazione del rischio idrogeologico ha portato il sorriso a molte famiglie di Giampilieri. I rientrio però sono a macchia di leopardo e i fondi per ricostruire non arrivano

La nuova perimetrazione del rischio idrogeologico nella zona colpita dall’alluvione del 1° ottobre scorso porta il sorriso a molte famiglie, soprattutto a Giampilieri.
Grazie agli interventi di messa in sicurezza realizzati negli ultimi 18 mesi (è già passato un anno e mezzo!), il commissario per l’emergenza Raffele Lombardo ed il soggetto attuatore, il sindaco Giuseppe Buzzanca, hanno infatti potuto autorizzare un aggiornamento della mappatura del rischio, consentendo a diverse abitazioni di passare da “zona rossa”, o “lilla”, o “gialla”, a “zona verde”.
Via libera dunque al rientro immediato di diversi nuclei familiari, a cominciare dai 12 proprietari degli appartamenti della palazzina Ferrovieri di Giampilieri Marina, per cui la revoca dell’ordinanza di sgombero è stata firmata proprio la settimana scorsa dallo stesso Buzzanca. A macchia di leopardo, comunque, la nuova mappa del rischio trasforma in zone verdi diverse case anche a Giampilieri Superiore, ad Altolia e a Pezzolo, e questo soprattutto grazie all’importante lavoro realizzato in sinergia dalla Protezione Civile Regionale e l’ufficio del Genio Civile diretto dall’ing. Gaetano Sciacca.
Il ripristino di una situazione di normalità nelle zone alluvionate, però, è ancora prematuro: innanzitutto, in virtù dei danni (calcolati in oltre 100 milioni) causati dal nubifragio del 1° marzo, soprattutto nell’area di Mili; in secondo luogo perché dal Governo nazionale, finora, sono giunte soltanto briciole di finanziamenti e mucchi di indifferenza, e molti sono i progetti esecutivi indispensabili per il raggiungimento dell’obiettivo della totale messa in sicurezza del territorio che rischiano di marcire dentro polverosi cassetti.
Che ne sarà, insomma, delle 409 famiglie di sfollati messinesi che godono ancora oggi dei contributi per l’autonoma sistemazione? Delle 144 di Scaletta Zanclea? Delle 60 di Itala? E che ne sarà degli altri 68 nuclei familiari che hanno invece accettato temporaneamente le case “trovate” dagli enti locali, i quali si stanno peraltro facendo carico degli affitto? E infine, che ne sarà delle 29 persone che – a 18 mesi dalla tragedia – vivono ancora negli alberghi?
Marzo “pazzerello” è passato, e con lui la stagione delle piogge (salvo impensabili ricadute atmosferiche), che anche stavolta ha causato morti e danni incalcolabili. Per i mesi che seguono si presenta un bivio inquietante: o si apriranno tutti i cantieri e si programmerà di completare la messa in sicurezza oppure tutto si bloccherà in attesa di rifornimenti esterni. Ma sarebbe una sconfitta atroce e anche ingiusta, visto lo sforzo finora profuso. Ah, se solo i nostri deputati di maggioranza alla Camera e al Senato avessero non diciamo tanta ma almeno un minimo di spina dorsale.
Inutile se non arrivano almeno 100 milioni di €
La dichiarazione dello stato di calamità da parte della Giunta regionale per il vasto territorio colpito dal nubifragio del 1° marzo scorso, ad oggi, non ha dato ancora alcun frutto concreto. Così come ancora si attende (invano?) una risposta dal Governo nazionale sulla concessione dello stato di emergenza. Chiacchiere. Qui invece servono soldi. Più o meno 100 milioni di euro, per non rischiare il crac totale di intere comunità. Un rischio, a ben vedere, quasi ineluttabile, non si comprende in virtù di quale oscuro disegno centrale.
Il sindaco Giuseppe Buzzanca ha già annunciato l’impiego di due milioni di euro per interventi in emergenza a Mili San Pietro e Mili San Marco. Secondo il primo cittadino nonché parlamentare Ars e soggetto attuatore dell’ufficio commissariale per l’emergenza, entro tre mesi verranno pubblicate le gare d’appalto. Ma c’è da credergli?

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