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Catania – Pezzi di città in mano agli abusivi

Antonio Borzi

Catania – Pezzi di città in mano agli abusivi

martedì 03 Maggio 2011 - 00:00

Insufficienti gli sporadici interventi della Polizia municipale. Servono controlli sia di giorno che di notte. I parcheggiatori irregolari hanno colonizzato ampie porzioni del centro storico

CATANIA – Mentre tutti si lamentano della Sostare e delle sue numerose strisce blu dislocate ovunque, spesso ci si dimentica dei posteggiatori abusivi, che incontrastati si sono praticamente appropriati di zone della città ormai fuori dal controllo della Polizia municipale.
Quello dei parcheggiatori abusivi è un fenomeno che assume una particolare valenza non solo sul piano della legalità, ma anche su quello sociale. I catanesi non hanno praticamente l’opportunità di negare il quotidiano contributo all’irregolare di turno: la preoccupazione di vedere l’auto – frutto di anni di sacrifici – danneggiata o peggio rubata spinge spesso a pagare a malincuore l’euro di salvezza.
Parlavamo di zone oggetto del controllo esclusivo dei parcheggiatori: sia durante il giorno che durante la notte. Sono tante le zone degli abusivi, ma una delle più simboliche è quella di piazza Dante. A pochi metri dalla facoltà di Lettere e Filosofia situata nell’ex Monastero dei Benedettini, infatti, sono diversi i parcheggiatori che esercitano senza il minimo disturbo da parte delle forze dell’ordine. Un flusso continuo di macchine e affari d’oro per gli irregolari. I posti dove poter parcheggiare sono ovunque, con le piazze che perdono la loro originaria funzione per accogliere i veicoli stipati in ogni spazio disponibile. Stesso discorso per i ciclomotori, anch’essi oggetto del controllo degli abusivi.
La notte la situazione, se possibile, riesce addirittura a peggiorare. Piazza Carlo Alberto diviene uno dei posti dove si fanno i maggiori affari, ma anche le zone vicine a piazza Teatro Massimo vedono lo stesso fenomeno. Per non parlare dinanzi al Castello Ursino, dove i ristoranti attirano clienti e veicoli. Una situazione oggettivamente esasperante che aveva spinto esercenti e abitanti del centro a chiedere l’estensione delle strisce blu anche alle ore notturne.
In tutto questo non si capisce perché non si provi almeno a limitare il fenomeno. La Polizia municipale guidata dal comandante Alessandro Mangani dovrebbe intervenire con decisione e invece il tutto si limita a interventi sporadici e senza effetto. Se tutti i cittadini sono consapevoli di quali siano le zone dove intervenire per limitare il fenomeno, non si comprende di come non si possa estirpare il problema con un controllo costante.
Bisogna insomma far capire che Catania è controllata e che, come invece nei fatti accade, non esistono zone franche dove poter fare quello che si vuole.

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