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Catania – ‘Legalità fra i venditori ambulanti’

Antonio Borzi

Catania – ‘Legalità fra i venditori ambulanti’

mercoledì 15 Giugno 2011 - 00:00

L’assessore Cannizzo: “Necessario chiarire che non si può operare nell’indifferenza della legge”. Nei giorni scorsi un deciso giro di vite. Ma poco dopo tutto torna come prima

CATANIA – Chiusure e sequestri. Nelle ultime settimane la vita per i venditori ambulanti di generi alimentari catanesi è diventata particolarmente dura. I controlli si sono concentrati in particolare sulle caratteristiche camionette che preparano panini rei, secondo le Forze dell’ordine, di somministrare al pubblico prodotti in cattive condizioni igieniche e di esercitare il commercio sprovvisti delle dovute autorizzazioni.
Una condizione, questa, che continua imperterrita e ormai da tempo è sotto gli occhi di tutti. Basti pensare che già l’ex assessore al Commercio del Comune di Catania, Mario Chisari – prima di essere sostituito nel cambio di squadra attuato dal sindaco-senatore Raffaele Stancanelli – pensava a un Piano comune per edicole, chioschi e paninari. Una proliferazione, quella dei camioncini dei panini, che non ha conosciuto sosta nel corso degli anni e si è propagata senza distinzione di zone cittadine. Ovviamente vi sono alcuni luoghi simbolo del fenomeno – piazza Eroi d’Ungheria, via del Rotolo e la zona antistante la stazione – in grado di raggruppare gran parte delle attività di questo tipo. E sono state proprio queste le aree maggiormente colpite dai controlli degli scorsi giorni. A essere poste sotto la lente d’ingrandimento non soltanto le violazioni delle norme igienico-sanitarie, ma anche il mancato rispetto di quelle amministrative che regolarizzano le attività commerciali.
“Non si vuole attuare un muro contro muro con i commercianti – ha detto l’assessore comunale al Commercio, Franz Cannizzo – ma è necessario chiarire a tutti che vi sono delle regole da rispettare e che non si può più continuare a operare nella totale indifferenza della legge”.
A essere violate, nella maggior parte dei casi, sono soprattutto le norme per il rispetto del suolo pubblico e quelle per le autorizzazioni al commercio. Ovviamente a tutto questo si affiancano i dubbi sulla qualità dei prodotti usati: mancanza di certificazione di scadenza e di provenienza che rendono pericoloso mangiarli.
“In questi anni – ha sottolineato Cannizzo – si è sviluppata l’idea fra i cittadini che alcuni settori siano un’autentica zona franca. Noi vogliamo debellare questa idea. Questo fenomeno è pericoloso per la salute dei cittadini e non possiamo permettere che continui”.
Come si evince dalle parole dell’assessore, l’obiettivo non è debellare in toto il fenomeno, ma dare una forte regolarizzata al settore permettendo uno sviluppo nel segno del rispetto delle regole.
“Attualmente – ha confermato Cannizzo – è in corso un dialogo con i commercianti per indurli a tornare sulla strada della legalità. Ovviamente, se questa nostra richiesta non otterrà una risposta positiva, continueranno i controlli e le punizioni verso i trasgressori”.
Interventi lodevoli ma che potrebbero essere brevi e palliativi. Basti pensare a quanto accaduto con le trattorie e i bracieri di via Plebiscito, dove dopo un periodo fatto di sequestri e controlli costanti, la situazione è tornata la solita. Di certo non all’insegna del rispetto delle regole.
Sembra evidente come oltre ai primi e doverosi interventi, un controllo costante sia fondamentale: diffondere gli ideali di legalità fra i cittadini potrebbe essere il deterrente principale contro il mancato rispetto delle regole.

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