Per il corridoio Helsinki-La Valletta l'Ue vuole cancellare il Ponte sullo Stretto - QdS

Per il corridoio Helsinki-La Valletta l’Ue vuole cancellare il Ponte sullo Stretto

Bartolomeo Buscema

Per il corridoio Helsinki-La Valletta l’Ue vuole cancellare il Ponte sullo Stretto

martedì 26 Luglio 2011 - 00:00

Proposta che penalizza la Sicilia: dalla Finlandia si passerebbe a Bari, da qui in mare fino a Malta. Si è ancora in tempo per discutere e decidere, pesano certamente i ritardi italiani

CATANIA – “Costruiremo il ponte di Messina, così se uno ha un grande amore dall’altra parte dello Stretto, potrà andarci anche alle quattro di notte, senza aspettare i traghetti…”. Queste le parole del nostro premier pronunciate nel 2005. E mentre gli amanti siciliani e calabresi sono ancora costretti a fare la fila al traghetto fra Scilla e Cariddi, apprendiamo che la realizzazione della grande opera, non è più una priorità per l’Europa. La Commissione europea ha infatti, cancellato la realizzazione dell’opera dalla proposta di Bilancio Europa 2020, che è stata inviata lo scorso giugno all’Europarlamento.
Al Ponte sullo Stretto, la Commissione ha preferito il corridoio Helsinki-La Valletta che dalla Finlandia scenderebbe fino a Bari, per poi proseguire per Malta lungo "un’autostrada del mare". Nella proposta di bilancio sono così ridefiniti i grandi Corridoi europei del TEN (Trans European Network).Così il Corridoio n.1 Berlino-Palermo diventa il Corridoio n.5 Helsinki-Valletta. Fino a Napoli sostanzialmente quest’ultimo corridoio rimane inalterato. Da qui vira verso Bari anziché scendere in Calabria, inglobare il Ponte e giungere fino a Palermo.
La nuova rete di priorità infrastrutturali, denominata “core network”,.sarà definita in dettaglio nei prossimi mesi attraverso un confronto tra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio. La proposta di Bilancio “Europa 2020 “ è soltanto il primo atto formale su cui discutere e decidere.
Per quanto riguarda l’Italia, nel documento europeo restano immodificati le grandi opere infrastrutturali previste: il Corridoio est-ovest che da Lione arriva fino a Trieste, passando per il tunnel del Frejus, Torino, Milano e Venezia, e il Corridoio “dei due mari” Genova-Rotterdam che prevede la realizzazione del terzo valico Genova-Milano.
Intanto, in risposta alla Commissione europea il nostro ministero delle Infrastrutture ha già inviato una nota in cui chiede di confermare la tratta Napoli-Bari, e di reinserire l’asse Napoli-Palermo e il Ponte sullo Stretto che per il Governo italiano costituiscono una priorità per lo sviluppo del Mezzogiorno e in particolare della Sicilia.
Passando all’aspetto finanziario, nel documento si legge che saranno resi disponibili 50 miliardi così ripartiti: 21,7 miliardi alle infrastrutture di trasporto, 10 miliardi andranno ai fondi di coesione– tra cui il Mezzogiorno in Italia -, 9,1 agli impianti energetici, 9,2 alle reti digitali.

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