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Palermo – Smog in città, cause da accertare

Luca Mangogna

Palermo – Smog in città, cause da accertare

mercoledì 14 Settembre 2011 - 00:00

L’assessore Pergolizzi: “Se il problema sono i mezzi a combustione, si prenderanno provvedimenti”. Ulteriori analisi in corso dopo gli sforamenti rilevati dalle centraline Amia

PALERMO – Anche Palermo rimane stretta nella morsa dello smog. L’ultimo rilevamento effettuato dalle centraline dall’Amia, precisamente quelle Boccadifalco e Di Biasi hanno infatti constatato un numero considerevole di sforamenti del limite consentito per l’emissione delle polveri sottili e di ozono. Le zone colpite sono quelle di viale Regione Siciliana e la zona nord del capoluogo, che dunque si vedono costrette a fare i conti con una difficile situazione atmosferica. Il Comune ha convocato un tavolo tecnico, stante l’avviso di limitare l’esposizione ai raggi solari nelle ore di maggiore pericolosità, ovvero fra le 11 e le 16. Ma cos’altro è stato stabilito e cosa si farà per limitare e contrastare l’inquinamento?
“Intanto bisogna distinguere il tipo di valori di cui stiamo parlando – afferma Michele Pergolizzi, assessore comunale all’Ambiente – perché l’ozono è un agente chimico che si manifesta per contrapporsi ad altri fattori chimici di inquinamento e bisognerebbe individuarne le fonti con esattezza. Per quanto riguardo il PM10, cioè le polveri sottili, l’amministrazione comunale ha già preso provvedimenti, considerando che è ancora in vigore l’ordinanza di targhe alterne. Quando c’è ozono presente significa che l’ambiente reagisce alla presenza di altri fattori inquinanti e si moltiplica per contrapporsi e fare da catalizzatore. Quando invece si tratta di polveri sottili dobbiamo considerare altri agenti e le emissioni di smog: lì bisogna intervenire sulla mobilità sostenibile, quindi sui piani di traffico. Occorre dunque vedere se vanno effettuate scelte diverse, e infine constatare se esiste la possibilità che vi siano più fattori che causano questi eventi. È chiaro che – prosegue Pergolizzi – stante il nostro continuo processo di monitoraggio, dovesse prolungarsi un inquinamento dovuto all’utilizzo di mezzi a combustione, allora lì sarà il caso di prendere qualche altro provvedimento”.
La stretta osservazione e i controlli dunque continuano, stando a quanto affermato dall’amministrazione. “Abbiamo fissato un appuntamento – continua l’assessore all’Ambiente – per esaminare i valori rilevati nei giorni successivi al precedente rilevamento, secondo quanto stabilito dalla precedente riunione. In quella sede faremo delle nuove valutazioni per disporre quindi il da farsi e faremo una precisa analisi con gli uffici tecnici competenti, fra cui l’Arpa”.


Rimedi-tampone. L’unica misura attuata finora: le targhe alterne
PALERMO – I rilevamenti effettuati dalle centraline Amia, Boccadifalco e Di Biasi, hanno posto l’attenzione su di un problema che a Palermo spesso raramente viene affrontato e che, anzi, passa troppo frequentemente sotto silenzio. Parliamo naturalmente dell’inquinamento atmosferico, rilevato in maniera costante e a tratti allarmante dalle suddette centraline. La centralina Boccadifalco ha segnalato sforamenti di ozono per ben nove giorni, mentre quella Di Biasi ha segnalato lo sforamento del limite di PM10 in un solo giorno, ma in un numero tale da non lasciare spazio a sottovalutazioni. Il Comune di per sé ha lanciato l’avviso ai cittadini e perdura con la misura delle targhe alterne, in una zona che presenta il traffico urbano probabilmente più intenso di tutta la città. Ci auguriamo che la prossima riunione non rilevi più nient’altro di dannoso o allarmante, mentre è d’uopo domandarsi se questa misura sia sufficiente a contenere l’inquinamento rilevato.

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