Ancora caos a Termini, Dr non convince - QdS

Ancora caos a Termini, Dr non convince

Rosario Battiato

Ancora caos a Termini, Dr non convince

martedì 20 Settembre 2011 - 00:00

Il prossimo 27 settembre è previsto un incontro al ministero dello Sviluppo economico sul futuro dello stabilimento. Il progetto dell’impresa molisana non assorbirebbe tutta l’occupazione del polo, gli operai protestano

TERMINI IMERESE (PA) – Non si placa la protesta dei 2.200 lavoratori di Sicilifiat, in attesa di una nuova sigla che possa comprendere anche il loro futuro.
Dopo la definizione del nuovo quadro di imprese che andrà a sostituire la Fiat – la principale sarà la Dr Motor che ha vinto il derby dell’automotive con la De Tomaso – i dubbi non si sono affatto dileguati. Sicuramente, anche nella migliore delle ipotesi, la nuova cordata che occuperà gli ex stabilimenti del colosso automobilistico torinese non potrà assorbire tutta la manodopera attualmente a lavoro, ed inoltre anche sui progetti dell’industria molisana permangono molti dubbi. In ballo ci sono 350 milioni di euro di contributi regionali.
Intanto fa discutere la scelta di produrre la Lancia Ypsilon a Mirafiori e non, come originariamente previsto a Termini Imerese, dove la Fiat mollerà gli ormeggi a fine 2011. La prossima di tappa di questa estenuante vicenda è prevista per il 27 settembre prossimo al ministero dello Sviluppo economico.
L’onda d’urto degli operai palermitani non trova argine. Ancora nei giorni scorsi i lavoratori dello stabilimento e dell’indotto hanno occupato la stazione ferroviaria della cittadina della provincia di Palermo. Sul fronte occupazionale il punto resta chiarissimo: le tute blu chiedono piena chiarezza sul “respiro” strategico e produttivo del dopo Lingotto, che evidentemente non è stato soddisfatto neanche dalle indicazioni di Di Risio che ha esposto gli obiettivi del suo gruppo in Sicilia. Quello che continua a ballare è il numero di occupati, con l’unica certezza che, allo stato dei fatti, non esiste alcuna garanzia occupazionale per gli oltre 2 mila operai, considerato che le cinque imprese selezionate che subentreranno a Fiat potranno collocarne a regime poco più di 1.500. Che fine faranno gli altri? Proprio su questo grande interrogativo monta la protesta, anche perché continuano ad aggiornarsi le date sull’incontro tra Regione e governo per il futuro dell’area. L’ultima data è stata fissata per martedì prossimo.
“Lo slittamento al 27 settembre dell’incontro al ministero delle Attività produttive sul dopo Fiat a Termini Imerese è un fatto grave, ha spiegato Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia – che conferma che sull’argomento non ci sono al momento né idee chiare , né nulla di concreto”. Secondo la leader isolana del più importante sindacato nazionale “a fronte dell’esasperazione dei lavoratori il rinvio è del tutto inopportuno e probabilmente non sarebbe arrivato se ci fossero soluzioni concrete e di tutto rispetto”. L’appello è anche per la giunta Lombardo. “Anche il governo regionale – ha concluso Maggio – deve alzare la voce col Governo nazionale affinché per i lavoratori della Fiat e dell’indotto al danno non si aggiungano le beffe degli annunci che non hanno contenuti e seguito”.
Anche la Fiom di Palermo è sul piede di guerra. “Dopo la scelta di assegnare la nuova Lancia Ypsilon alla Polonia per risolvere i problemi di Pomigliano, adesso pare che l’auto venga trasferita a Mirafiori per coprire il buco causato dalla decisione di non produrre più i Suv a Torino. Se così fosse, non si capisce perché la Lancia Ypsilon non venga riassegnata a Termini Imerese, come previsto dai progetti iniziali di Marchionne: chiediamo al governo Berlusconi e al governo Lombardo di cambiare rotta e di fare in modo che il Lingotto non abbandoni la fabbrica siciliana”.
Per oggi è previsto l’incontro tra il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e i sindacati, che saranno ricevuti a Palazzo d’Orleans. L’incontro servirà anche per discutere del piano Di Risio che non convince affatto i rappresentanti dei lavoratori.
“Dato che la proposta fatta dal gruppo Dr per rilevare la fabbrica Fiat è poco chiara e non in grado di dare garanzie occupazionali a 2.200 lavoratori – afferma il segretario provinciale della Fiom Roberto Mastrosimone – lo Stato e la Regione utilizzino i fondi pubblici, previsti nell’accordo di programma, per andare incontro alle esigenze della Fiat secondo cui lo stabilimento di Termini Imerese è poco conveniente per problemi di natura logistica. S’investano le risorse pubbliche per adeguare le infrastrutture alle necessità di Fiat, così si tutelano 2.200 posti di lavoro, le aziende dell’indotto e si dà un futuro vero alla fabbrica”.
L’improvviso ritorno sulla scena di Fiat illustra una situazione decisamente statica.

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