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Palermo – Gesip: debiti per quasi 30 milioni di euro, ma dal Comune niente soluzioni

Claudio Di Gesu

Palermo – Gesip: debiti per quasi 30 milioni di euro, ma dal Comune niente soluzioni

martedì 14 Luglio 2009 - 00:00

La società offre servizi spesso troppo costosi e organizzati in maniera non produttiva. L’amministrazione ha temporaneamente prorogato il contratto fino a settembre

PALERMO – La deliberazione di Giunta Comunale n.148 del primo luglio 2009 ha determinato una nuova proroga (dall’01/07/09 al 31/08/09) per la prosecuzione della gestione dei servizi affidati alla Gesip con deliberazione del Consiglio comunale n.175 del 30/04/2009 (principalmente manutenzione, pulizia e custodia del verde pubblico, edifici scolastici e uffici). La società si era già rifiutata di sottoscrivere il contratto che si riferisce a questa delibera, che non prevedeva gli aumenti contrattuali richiesti e cioè circa 14 milioni di euro per il 2009 (più 24%), per evitare di lasciare a secco i circa duemila dipendenti e che servizi (indispensabili?) per la comunità venissero meno. Si è arrivati a procrastinare di due mesi le misure straordinarie da adottare per la grave situazione economico-patrimoniale in cui versa la società.
Ne è testimonianza il bilancio 2008, che si è chiuso con una perdita d’esercizio di 4 milioni 46 mila 255 euro, ripianata solo grazie all’utilizzo di una riserva straordinaria, e il capitale sociale è stato eroso del tutto, rimangono, infatti, soltanto 2 milioni 323 mila 800 euro. La spesa complessiva per questi due mesi è di 9 milioni 812 mila 307,09 iva inclusa.
L’amministrazione comunale si è avvalsa della facoltà, contemplata nel contratto di servizio intrattenuto con la Gesip, che impegna la stessa a fornire al Comune i propri servizi agli stessi patti e condizioni economiche vigenti, per un tempo non superiore a un anno. Le preoccupazioni da parte del Collegio dei revisori del Comune e del Ragioniere generale (parere scritto e segnalazione di criticità dell’01/07/09) esistono soprattutto riguardo l’esecuzione stessa del contratto. È stato segnalato come commetta indebito arricchimento l’amministrazione pubblica che, traendo un vantaggio dall’esecuzione di prestazioni, non ne corrisponde l’adeguato compenso. Peraltro, l’amministrazione riconosce alla Gesip l’utilità dei servizi resi, acconsentendo, di fatto, l’esecuzione dell’attività della controllata.
La Gesip potrebbe quindi pretendere la restituzione delle prestazioni eseguite invocando l’applicazione della regola della ripetizione dell’indebito ovvero dell’arricchimento senza causa, regolati dagli artt.2033-2042 del codice civile. È chiaro che questa inerzia nell’affrontare i problemi non fa bene proprio a nessuno, basti pensare all’impressionante situazione debitoria per circa 28 milioni 945 mila 563 euro.
Da un lato questa elefantiaca società da quasi 60 milioni di euro l’anno offre servizi, spesso troppo costosi e non organizzati in maniera produttiva, dall’altro un’amministrazione comunale che non riesce a trovare una soluzione efficiente per i servizi resi e per gli stessi modi con cui sono eseguiti, anche dal punto di vista economico. Nel mezzo gli altri, i cittadini qualunque, quelli che vorrebbero che le tasse da loro pagate, fossero utilizzate in maniera corretta e soprattutto efficace.

Altre spese. Esborsi per il cda e società satelliti
PALERMO – Recentemente, Davide Faraone, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, ha affermato: “Sono convinto che la Gesip vada liquidata e che si possano e debbano trovare soluzioni adeguate per i dipendenti facendoli transitare all’interno dell’amministrazione, evitando così inutili sperperi di denaro pubblico, a cominciare dai circa 10 milioni di euro di Iva pagata allo Stato. Proseguendo, ha riferito che altri risparmi potrebbero essere fatti, a partire dal CdA che costa la bellezza di 340 mila euro l’anno e non mantenendo più la “Gesip servizi” (società satellite) che ha un costo annuo di 2 milioni 342 mila euro. Ovviamente ci si augura che, prima della scadenza di questa nuova proroga si possa determinare con tutti i soggetti interessati (sindacati e opposizione inclusi) una definitiva soluzione, che, a onor del vero, appare ancora molto lontana. In ogni caso, c’è sempre la possibilità di un’altra proroga. E tiriamo a campare.

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