All’Ars deputato Pid che non era eleggibile - QdS

All’Ars deputato Pid che non era eleggibile

Raffaella Pessina

All’Ars deputato Pid che non era eleggibile

sabato 15 Ottobre 2011 - 00:00

Deciso da Corte d’appello ma Catalano può presentare ricorso in Cassazione. Vertici Pdl per la candidatura di Cascio a sindaco di Palermo

PALERMO – I giudici della Corte d’appello ieri hanno ribadito quanto sostenuto dai colleghi del tribunale il 17 giugno scorso. Il deputato Santino Catalano non era eleggibile. Al suo posto sarebbe dovuto entrare Marcello Bartolotta. Ma questo non è avvenuto perchè Catalano è rimasto al suo posto grazie ad una votazione avvenuta in Aula con la quale il Parlamento ha deciso di “salvare” Catalano che ora risulta non candidabile a causa di una condanna patteggiata un decennio fa a Messina.
Un anno e undici mesi con la sospensione condizionale.Una situazione messa in luce dal penalista Enrico Sanseverino, allora presidente dell’ordine degli avvocati di Palermo. L’accusa era abusivismo edilizio e abuso d’ufficio in concorso con un assessore e un vigile urbano del Comune di Milazzo. Gli era andata peggio due anni prima in Tribunale. In primo grado l’onorevole era stato condannato a tre anni e sei mesi e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. è chiaro che si pone la questione morale sull’immunità dei parlamentari rispetto alle decisioni dei tribunali. Come dire che la legge non è uguale per tutti.
Intanto in attesa che riprenda l’attività legislativa, il presidente dell’Assemblea regionale guarda con interesse alle prossime amministrative in programma per l’elezione del sindaco di Palermo. Il candidato più accreditabile infatti sembra essere lui, innanzitutto perchè ha dimostrato alle ultime regionali di avere un enorme consenso dato che è stato nel Pdl il primo degli eletti con circa 21 mila voti, e poi perchè la carica ricoperta ultimamente di presidente del Parlamento siciliano gli ha conferito un prestigio riservato a pochi.
Sembra che la decisione di candidare Cascio sia stata presa dai vertici romani del partito per garantirsi la guida del capoluogo siciliano. La gestione Cammarata degli ultimii dieci anni ha lasciato tutti scontenti, fatto che provocherà un’importante perdita di voti, e bisogna anche considerare che nel 2012 non ci sarà più l’effetto trascinamento delle liste e che il candidato dovrà raccogliere in prima persona i consensi.
Sembra quindi che cambino le decisioni prese in precedenza con Cascio che chiedeva la Presidenza della Regione e Francesco Scoma destinato alla guida di Palermo. Non bisogna dimenticare però che è costume della politica “bruciare” qualche nome prima di presentare il reale candidato, anche per depistare gli avversari politici. Se invece le decisioni resteranno quelle dell’ulltima ora, Cascio dovrà rinunciare a palazzo d’Orleans e lasciare la poltrona di presidente a Gianfranco Miccichè, leader di Forza del Sud.
A Palazzo dei Normanni intanto ci si prepara per l’esame della Finanziaria che dovrebbe andare in Aula, salvo imprevisti dell’ultima ora, dopo la discussione della sfiducia al presidente della Regione Lombardo. Una partita dura quella della Finanziaria e già si annuncia battaglia perchè si tratterà di discutere ben 91 articoli che spaziano dai canoni della gestione delle acque al contenimento della spesa pubblica.

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