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Messina – Alluvionati raggirati dalla politica

Francesco Torre

Messina – Alluvionati raggirati dalla politica

sabato 12 Novembre 2011 - 00:00

Il trasferimento delle risorse “determinerebbe effetti negativi in termini di indebitamento netto”. Cittadini abbandonati al loro destino dopo il blocco dei fondi per il messinese

MESSINA – Non si è trattato di un errore. Il blocco dei fondi per le aree alluvionate del messinese è stato un atto di volontà politica. A dimostrazione di ciò, la lettera firmata dal ragioniere generale dello Stato e inviata all’Ufficio legislativo del ministero delle Finanze e al Dipartimento nazionale della Protezione civile, una missiva che lascia la società civile e le popolazioni colpite dai nubifragi degli ultimi anni – già scosse per i recenti fatti di Liguria e Toscana e impaurite da nuovi possibili rovesci – attonite e indignate: “Il trasferimento delle risorse in parola direttamente sulla contabilità speciale del commissario delegato determinerebbe effetti negativi in termini di indebitamento netto”. Niente deroga al Patto di stabilità, dunque, e quindi niente soldi. Il che significa niente messa in sicurezza e massima esposizione al rischio idrogelogico.
La notizia si commenta da sola. L’abbandono della politica dal suo ruolo naturale ormai è del tutto evidente, il redde rationem degli ultimi giorni ha solo reso ancora più esplicita una tendenza naturale di questo Governo. Un’indifferenza verso tutto ciò che sta al di fuori dei Palazzi che, a Giampilieri e dintorni, hanno pagato sulla propria pelle nel 2009 e continuano a farlo ancora oggi.
Purtroppo è ormai tardi progettare – come stanno facendo i comitati spontanei degli alluvionati – azioni eclatanti di protesta, lettere al Presidente della Repubblica, scioperi della fame. L’occasione per avere la massima visibilità c’è stata col Giro d’Italia, quando i capibastone della protesta montante hanno creduto e ceduto alle sirene buzzanchiane e berlusconiane, senza uno straccio di promessa formale. E oggi di quell’ingenuità si pagano le conseguenze.
Se è tardi per le azioni di protesta, figuriamoci per i “distinguo” di chi – nell’attuale marasma politico del “si salvi chi può” – cerca un posto al sole per le prossime elezioni sulla pelle di chi ha vissuto tragedie inenarrabili. Il parlamentare Stagno d’Alcontres ha aderito a Forza del Sud in dissenso con il comportamento della maggioranza nei confronti delle popolazioni alluvionate? Il suo collega dell’Mpa Lo Monte minaccia lo sciopero della fame? Altri parlamentari Pdl, Germanà e Garofalo, così come i più piccoli “berluscones” Buzzanca e Ricevuto, dicono di essersi attaccati al telefono per risolvere il problema? Il fatto è che ormai non ci crede più nessuno. Certe prese di posizione, nel momento in cui il Parlamento potrebbe essere sciolto nel giro di una settimana, rendono lo spettacolo ancora più desolante. Il che sembra anche impossibile, ma al peggio – lo sappiamo – non c’è mai fine.


Protesta a San Fratello. Il sindaco a una fiera equina
MESSINA – Centosessanta milioni. Promessi da mesi. Dal ministro Fitto, dal sottosegretario Crimi, dal sindaco Buzzanca. Metteteci dentro tutti, ma insieme non faranno comunque un euro di supporto alle popolazioni alluvionate. La Regione dice che per il 2011, per la messa in sicurezza del territorio, ormai potrà contare solo su piccoli fondi residui, 20 mln di euro che serviranno a poco o a nulla. E tutti i progetti già pronti? Verranno riposti nel cassetto in attesa della prossima catastrofe? Probabile.
Ultima annotazione. A San Fratello qualche giorno fa un gruppetto di cittadini è sceso in piazza per una corteo di protesta. Il loro sindaco, che tanto aveva strepitato nei giorni precedenti per avere attenzione mediatica, però non c’era. Ha preferito essere presente a Verona per una fiera equina. Ognuno ha le sua priorità.

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